mercoledì 11 settembre 2013

In My Mailbox: edizione libri in prestito (Mocchan)

Come forse già saprete, sono una lettrice un po' atipica. Adoro comprare libri, ma capita sempre più di rado; piuttosto, torno dai miei frequenti viaggi alla biblioteca comunale con pile di libri di cui finirò per prorogare il prestito e accolgo a braccia aperte prestiti e suggerimenti da amici e parenti.
Proprio a causa della mia insana tendenza ad accettare prestiti da ogni dove, mi ritrovo ora con una lista infinita di letture e una fila di amici impazienti di riavere i propri volumi indietro!
Perciò, la solenne risoluzione del mese è: entro la fine dell'anno e l'inizio dell'anno prossimo cercherò di sgarrare il meno possibile e di leggere esclusivamente i libri che ho ricevuto in prestito. Ce la farà la nostra eroina?!
Ho perciò deciso di dedicare questo mio post ai futuri libri che mi vedrete leggere nei prossimi mesi, così da aumentare un po' la vostra curiosità e aspettative!


Aléxandros: la trilogia (Valerio Massimo Manfredi)
Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone considerato un dio dai suoi contemporanei? Questa trilogia ci porta nel cuore della sua avventura: dall'infanzia, segnata dall'assassinio del padre Filippo, al patto di sangue con i più fedeli compagni; dai presagi sul suo grande destino fino alla conquista dell'Asia, un'impresa impensabile per un greco del IV secolo a.C. Lo vediamo marciare, combattere, amare. Lo accompagniamo nello svolgersi di una vita irripetibile e favolosa. E siamo con lui quando il suo sogno sembra infrangersi di fronte al termine del viaggio, al confine estremo della terra.  




Il petalo cremisi e il bianco (Michel Faber)
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs. Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
Il lettore è costantemente dietro la spalla di Sugar e degli altri protagonisti, catturato da una scrittura che ha la magia di ricreare in ogni dettaglio strade, camere, vestiti, cibi, odori, sapori. Un critico ha scritto (su Time) che «questo libro è ancora meglio del sesso». Certo nessun altro libro dà alla lettura una tale emozione erotica, che ne fa un'opera unica, un romanzo dal fascino universale e senza tempo.



Autostop con Buddha (Will Ferguson)
Un abile scrittore rievoca il suo viaggio in Giappone, seguendo gli itinerari più inconsueti. Se ne ricava un'immagine nitida e vera, ricca di inquietudini, squilibri, contraddizioni. Ma c'è anche il vivido racconto di un'esperienza fatta di incontri, di persone, di caratteri indimenticabili.
L'autore mostra una speciale maestria nella rappresentazione dei tratti psicologici oltre che nella descrizione suggestiva e attenta dei paesaggi e degli stili di vita. Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così a fondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell'intimo delle persone. Qui, infatti, non ci sono solo scenari, cronache, macrostorie. Will Ferguson è anche un esploratore di interni, un geografo della quotidianità e, in questo particolarissimo modo di rievocare il suo viaggio, rivela ancora una volta la sua grande vena di affabulatore e narratore.


De Profundis (Oscar Wilde)
L'uomo che teorizzò la maschera come unica fonte di attendibilità e che amava ripetere «vivo nel terrore di non essere frainteso»; il decadente che esaltò la critica come la forma più alta di autobiografia... Oscar Wilde, insomma, non avrebbe mai pensato di presentarsi al pubblico con un documento di esistenza vissuta come la straordinaria lettera privata scritta in carcere al giovane Lord Alfred Douglas, cui imputare la sua rovina... Douglas, con cui Wilde una volta uscito di prigione non tardò a riunirsi, dichiarò anni dopo di non averla mai ricevuta; e per la verità ne conobbe il testo integrale dopo la morte dell'amico, e in circostanza assai sgradevoli (al mondo non sarebbe stato rivelato che nel 1960). In una versione dimezzata e censurata da Robbie Ross, esecutore letterario di Wilde che le aveva dato il titolo sotto cui è nota ancora oggi, De Profundis aveva frattanto trovato infiniti lettori, guadagnandosi una fama superiore a quella di qualsiasi altra epistola nei nostri tempi. La versione completa contiene tutto Wilde: la sua eloquenza, la sua cultura sterminata quanto puntuale, soprattutto il suo inimitabile senso dello stile; ma anche le debolezze, gli slanci, le passioni, che dandole una dimensione umana finiscono per confermare l'imperitura vitalità di un personaggio emblematico della cultura moderna.


Il mestiere di scrivere (Raymond Carver)
L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di piú che un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni '70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing - in un periodo segnato dalla devastazione dell'alcolismo - e quelle lezioni oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria furono per Carver un modo per riflettere sul senso del narrare e per confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Cechov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story.
Curato dal biografo americano di Carver e da uno dei suoi traduttori, Il mestiere di scrivere raccoglie brevi saggi, note e articoli che hanno come tema la letteratura e il suo insegnamento.
Completa il volume una sezione di Cinquanta esercizi di scrittura creativa con l'indicazione dei racconti nei quali Carver 'svolge' il tema proposto nell'esercizio.


Le quattro casalinghe di Tokyo (Natsuo Kirino)
La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi,si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell'ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l'ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne.
E' stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all'indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell'aria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figlia, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere!
Le gambe abbandonate storte sul pavimento di cemento dell'ingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, l'hanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzatti e gettando poi i resti in vari bidoni dell'immondizia.
Straordinario thriller che ha per protagoniste quattro amiche (la dolce e graziosa Yaoyoi, l'intelligente e coraggiosa Masako, Yoshie, la madre angariata da una figlia capricciosa e da una suocera invalida, Kuniko, la trentenne derubata dal marito e minacciata da un usuraio) che si conoscono in una puzzolente fabbrica di cibi precotti e che scoprono insieme il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine, Le quattro casalinghe di Tokyo, come accade spesso nei buoni romanzi polizieschi, illumina ciò che accade in un mondo in cui la tradizione si rompe come la pazienza di Yaoyoi: improvvisamente come un filo.


Il volo delle libellule (Samantha Righi)
Susan, dolce e semplice ragazza di paese, si troverà in breve sbalzata in un mondo che fino a quel momento aveva creduto solo leggendario. È un mondo fantastico, popolato da creature mitologiche, al quale scopre d'appartenere da sempre. Le amiche che l'accompagneranno nel suo viaggio a bordo della Dragonfly, nave volante la cui storia era morta insieme a coloro che un tempo ne narravano le gesta, sono le fate-libellule. Il loro volo, le loro danze e i loro racconti convincono Susan a partire. Sulla nave incontrerà nuovi amici ai quali rimarrà legata per sempre. L'obiettivo della loro missione è recuperare la Fiamma della Speranza, unico oggetto in grado di risvegliare l'isola e coloro che la abitano dall'oblio al quale il male l'aveva relegata.



The Other Hand (Chris Cleave)
We don't want to tell you what happens in this book. It is a truly special story and we don't want to spoil it.
Nevertheless, you need to know enough to pick it up, so we will just say this:
This is the story of two women.
Their lives collide one fateful day, and one of them has to make a terrible choice.
Two years later, they meet again-the story starts there...
Once you have read it, you'll want to tell your friends about it. When you do, please don't tell them what happens either. The magic is how it unfolds.  




The Complete Novels (Jane Austen)
With dazzling wit and keen insight, Jane Austen chronicles the subtleties and nuances of - and the aspirations and machinations at work in - her own social milieu. Through the stories of her spirited heroins and their circles, their interactions and rituals, their movements from ballrooms to drawing rooms, from London to Bath to parklands and gardens, she recreates the English gentry life that she observed in the late eighteenth and early nineteenth centuries.
Each of her novels is a story and a story about marriage - marriage for love, for financial security, for social status. But they are not romances; ironic, comic, wise and penetrating, they are brilliant portrayals of the society Jane Austen knew.
Enhanced by a fond and lively introduction by bestselling author Karen Joy Fowler (The Jane Austen Book Club), this treasure trove of seven novels is a must for every Austen fan.


Lizzie Siddal: The Tragedy of a Pre-Raphaelite Supermodel (Lucinda Hawskley)
Elizabeth Siddal, poet, artist and tragic lover, rose from the obscurity of a Southwark slum to become one of the most famous faces in Victorian Britain. Even today those who do not know her name always recognize her face: she is Millais' doomed Ophelia and Rossetti's beatified Beatrice.
From the moment Lizzie was introduced to the Pre-Raphaelite Brotherhood in 1849, her immortality was decreed - and her future doomed. The attraction between Lizzie and the young Dante Gabriel Rossetti heralded nine years of emotional agony where Lizzie waited for marriage as Rossetti veered wildly between possessive adoration for her and love affairs with others. By the time they were wed, Lizzie was depressed, unwell and addicted to laudanum. After the birth of a stillborn daughter and yet another rumoured affair, Lizzie committed suicide, aged just thirty-two. In her fascinating biography Lucinda Hawksley looks behind the celebrated muse to reveal a talented poet and artist.


American Gods (Neil Gaiman)
Days before his release from prison, Shadow's wife, Laura, dies in a mysterious car crash. Numbly, he makes his way back home. On the plane, he encounters the enigmatic Mr Wednesday, who claims to be a refugee from a distant war, a former god and the king of America.
Together they embark on a profoundly strange journey across the heart of the USA, whilst all around them a storm of preternatural and epic proportions threatens to break.
Scary, gripping and deeply unsettling, American Gods takes a long, hard look into the soul of America. You'll be surprised by what and who it finds there...  





Plays two (Howard Barker)
Howard Barker is one of the most significant and controversial dramatists of his time. His plays challenge, unsettle and expose. The plays in this volume examine collisions of culture, gender and creed at moments of turmoil, developing the tragic form Barker defines as Theatre of Catastrophe.
The Castle is set at the end of the Crusades and describes the clashes that occur when returning soldiers bring home with them as a prisoner an Arab architect. Barker's abiding interest in interrogating the great classics for their 'silences' is shown in Gertrude - The Cry, his re-writing of the Hamlet story. Scarcely examined in Shakespeare, the passion of Gertrude for Claudius i s made the centre of this harrowing tragedy, casting new light on the personality of Hamlet himself. Animals in Paradise was commissioned by the Swedish and Danish governments to celebrate their connection by bridge, a symbolic finish to centuries of antagonism. Barker's unexpected treatment of the theme provoked unrest on its first showing. 13 Objects movingly reveals the investment we make in inanimate things, their power to unsettle us, and how their talismanic qualities license new ways of seeing the world.

lunedì 9 settembre 2013

Doppia recensione: Shadowhunters - Città di ossa (Nageki) (LadyDraculia)


Titolo: Shadowhunters
Titolo originale: The mortal instruments
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori (Oscar bestsellers)
Pagine: 525
Prezzo: 10,50€









Carissimi, eccoci giunti alla resa dei conti! io e LadyDraculia abbiamo letto il romanzo più venduto e più discusso del momento, per poi trovarci di fronte a pareri diametralmente opposti.
Di fronte a questo risultato abbiamo pensato di regalarvi una doppia recensione, nella speranza di poter ricevere anche il vostro feedback in merito a questo ormai famosissimo romanzo. Che cosa ne pensate? vi è piaciuto? perché o perché no? mi raccomando, commentate e fateci sapere quali sono state le vostre reazioni, siamo davvero curiose! 

Ed ora sotto con le recensioni! vi ricordiamo che si tratta comunque di pareri personali che come tali devono essere considerati (e rispettati). Buona lettura!!


domenica 8 settembre 2013

Recensione: La trilogia di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo (Pamela Aidan)

Titolo: Per orgoglio o per amore
Titolo originale: An Assembly Such As This
Editore: TEA
Pagine: 278
Prezzo: 12,00 €

Il mio voto:

"È passabile, ma non abbastanza bella per tentare un uomo par mio." Così prende avvio la storia d'amore senza tempo tra Fitzwilliam Darcy e Elizabeth Bennet in Orgoglio e pregiudizio, il capolavoro di Jane Austen amato da milioni di lettori, nel quale, tuttavia, così poco si rivela del misterioso e affascinante eroe, Mr. Darcy. Tanto poco che resta aperta la domanda: chi è Fitzwilliam Darcy? Sullo sfondo dell'epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta una risposta. Rievocando gli eventi narrati nel capolavoro di Jane Austen, restando fedele agli amatissimi personaggi, dipinge uno straordinario quadro dove racconta il passato e il presente di Mr. Darcy. In Per orgoglio o per amore, il primo episodio di una trilogia, assistiamo così all'incontro tra Darcy e Elizabeth Bennet, nell'Hertfordshire, e scopriamo che sconvolse l'esistenza del freddo e distaccato gentiluomo fin dal primo istante. Un romanzo da non perdere per tutti coloro che desiderano ritrovare i luoghi, i personaggi, i dialoghi e le emozioni già conosciuti grazie a Jane Austen, per poter sognare, ancora.



Titolo: Tra dovere e desiderio
Titolo originale: Duty and Desire
Editore: TEA
Pagine: 284
Prezzo: 12,00 €

Il mio voto: 

Orgoglio e pregiudizio, amato da milioni di lettori, rivela ben poco dei pensieri e dei sentimenti di Mr. Darcy, l'eroe misterioso e affascinante del capolavoro di Jane Austen. Ora, sullo sfondo dell'epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta di darci una risposta. Rievocando gli eventi narrati dalla Austen, crea una fitta e ricchissima storia parallela, che segue Darcy nel suo incontro con Elizabeth e nel tentativo di superare la forte attrazione che sente nei suoi confronti. Tra dovere e desiderio, il secondo episodio della trilogia, copre il periodo "silenzioso", in cui Darcy, per svago, decide di accettare l'invito a Oxford di un vecchio compagno di studi. Nell'elegante dimora dell'amico dovrà confrontarsi non soltanto con le mire delle signore della buona società inglese, desiderose di trovare marito, tra cui la misteriosa Lady Sylvanie, ma con una serie di intrighi messi in atto dai suoi presunti amici. Per tutti coloro che desiderano continuare a sognare, ancora, tra i luoghi, le situazioni e i personaggi già amati nelle pagine di Jane Austen.  



Titolo: Quello che resta
Titolo originale: These Three Remain
Editore: TEA
Pagine: 448
Prezzo: 13,00 €

Il mio voto: 

Fitzwilliam Darcy, uno dei più amati eroi romantici della letteratura di tutti i tempi, è sempre stato un enigma persino per i lettori più affezionati di Jane Austen. Ora, con il volume conclusivo della trilogia a lui dedicata, Pamela Aidan ci rivela le più minute e nascoste sfumature del tormentato animo del gentiluomo.

Sconvolto dall’inatteso rifiuto di Elizabeth alla sua proposta di matrimonio, narratoci nel secondo episodio della serie, Darcy non trova pace: i sentimenti che lo legano a lei non si sono mai assopiti e un incontro casuale con Elizabeth, in visita nel Derbyshire, gli offre un’inattesa opportunità. Nel frattempo, l’acerrimo e odiato nemico Wickham torna a farsi vivo e a tormentarlo, minacciando anche la serenità della sua amata… Sempre rispettando mirabilmente le atmosfere e lo stile della Austen, l’autrice ci regala un’occasione imperdibile per tuffarsi in quel mondo Regency che hanno imparato a conoscere, e ad amare, nelle pagine di Orgoglio e pregiudizio.



La mia opinione
Su consiglio di una collega ardente fanatica austeniana, questa mia prima estate di lavoro è stata accompagnata dalla lettura della trilogia di Pamela Aidan dedicata a Fitzwilliam Darcy, il fiero, sostenuto e tuttavia amabile protagonista di 'Orgoglio e Pregiudizio'.
La recensione che segue si occupa di tutti i volumi della trilogia e lo fa con un occhio di riguardo per i lettori che già conoscono e amano il romanzo originale a cui il lavoro della Aidan si rifà; perciò, purtroppo, ci sarà qualche 'spoiler', se così vogliamo dire, che proprio non mi è riuscito di evitare, scusate!

Chiunque conosca le vicende dello stranoto romanzo di Jane Austen (anche solo grazie a una delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche o televisive) non può non essersi posto una domanda fondamentale: cosa dannazione passa per la testa dell'impassibile Mr. Darcy nel momento in cui, fuori di sé e quasi contro la propria volontà, finisce per dichiararsi così malamente a Elizabeth Bennett e chiederla addirittura in moglie?! Perché, ammettiamolo, niente e nessuno avrebbe potuto preparare Elizabeth a una tale inaspettata confessione; il gentiluomo non lascia trapelare praticamente nulla dell'ardore che lo muove e al lettore tutto viene suggerito tramite qualche sguardo rubato, commenti casuali su un paio di ammalianti occhi femminili e una serie di conversazioni mal riuscite.
All'annosa questione prova a rispondere la scrittrice americana Pamela Aidan, appassionata e fedele lettrice dell'opera originale che, grazie alla propria impresa, riesce a dare voce al personaggio maschile più amato di sempre dal popolo femminile di ogni dove!
Ho deciso di recensire insieme tutta la trilogia perché ritengo che i tre volumi non possano vivere separati: l'opera della Aidan si sviluppa in un crescendo di aspettative per il lettore che già conosce il lavoro austeniano e non si riesce quasi a mettere giù i libri, che personalmente ho divorato, per il desiderio di rivivere alcune delle scene più amate di 'Orgoglio e Pregiudizio'.
In 'Per orgoglio o per amore' viene rivissuto l'incontro tra Mr. Darcy ed Elizabeth a Netherfield e l'inaspettato sorgere della passione del gentiluomo per la giovane Miss Bennett. Il secondo volume, 'Tra dovere e desiderio', vede Darcy impegnato nella propria battaglia personale per allontanarsi prima dall'Hertfordshire e poi dallo spettro stesso del suo desiderio per Elizabeth, tanto da auspicare per sé di trovare una moglie durante una lunga festa nella casa di campagna di un vecchio amico a cui decide di partecipare (e in questo modo l'autrice si allontana, per quasi metà del romanzo, dalla traccia austeniana). 'Quello che resta', infine, ricostruisce tutti i momenti più salienti del rapporto fra il nostro protagonista e la sua bella, dall'imbarazzante confessione a Rosings al felice finale.
In particolare, il terzo volume è davvero ben riuscito: dopo la lunga digressione di 'Tra dovere e desiderio' è davvero un piacere tornare sui binari ben rodati dell'opera originale e la Aidan riesce a descrivere brillantemente il cambiamento che avviene nel carattere di Darcy dopo il bruciante secco rifiuto di Elizabeth.
L'autrice dedica davvero molte energie alla caratterizzazione del suo protagonista e tuttavia riesce a dare spazio anche a personaggi poco caratterizzati in 'Orgoglio e Pregiudizio' quali Georgiana e il colonnello Fitzwilliam, cugino di Darcy. Oltre a ciò, aggiunge altre figure nel tentativo di dare ulteriore spessore alla trama, non sempre purtroppo raggiungendo lo scopo.
Perché, in effetti, la trilogia di 'Fitzwilliam Darcy, gentiluomo' non è del tutto priva di difetti. Innanzitutto, ho personalmente trovato quasi esilarante il tono con cui Mr. Darcy descrive i pregi di un'Elizabeth a lui praticamente sconosciuta fin dalle prime pagine di 'Per orgoglio o per amore', anche se con il senno di poi immagino sia stata una scelta voluta dalla stessa autrice per sottolineare il diverso tipo di sentimento che si sviluppa nel suo protagonista con il procedere degli eventi (tuttavia, per quanto giustificabile, davvero da Mr. Darcy non mi sarei mai aspettata tali e tante imbarazzanti sdolcinatezze!). Secondariamente, la lunga digressione del secondo volume non aggiunge molto all'opera nell'insieme e, anzi, finisce quasi per irritare il lettore (o perlomeno, con me lo ha fatto..!).

In definitiva, comunque, mi sento di consigliare la trilogia agli appassionati del capolavoro austeniano, anche solo per togliersi lo sfizio di conoscere una delle innumerevoli versioni possibili dell'affascinante Fitzwilliam Darcy. E, perché no, farsi pure qualche risata!

giovedì 5 settembre 2013

WWW Wednesday (Nageki)

Buon Mercoledì a tutti!! rieccomi a voi con la consueta rubrica settimanale :) ho quasi riacquistato il mio solito ritmo per quanto riguarda la lettura, ho finito alcuni romanzi e ne sto iniziando di nuovi. Ma diamo subito inizio al www Wednesday! buona lettura!!


  • Cosa stai leggendo in questo periodo?
    Giusto ieri sera ho iniziato "Miss Julia dice la sua" di Ann B. Ross. Si tratta del primo volume della serie, ma ne ho lette pochissime pagine quindi mi è impossibile lasciarmi andare con commenti ed impressioni.

    Sto leggendo anche "Il velo che ricopre le tenebre", un romanzo che mi è stato inviato dal gentilissimo Gerardo Guerra. Ho letto il primo capitolo e per ora il mio giudizio è positivo, in realtà volevo leggerne solo un paio di pagine perché dovevo preparare un esame, ma devo dire che mi ha incuriosita ed ho finito per continuare oltre.

    Ho iniziato anche "Lui è tornato" di Vermes e per il momento non mi dispiace.
    Avrei voluto iniziare anche Jane Eyre ma è meglio non esagerare. Insomma, esagerare è una mia caratteristica quando si parla di libri: non so mai quale iniziare!





  •  Quale libro hai appena terminato?
    Ieri sera ho terminato "Warm bodies" di Isaac Marion, una vera sorpresa dal momento che non gli avrei dato una lira. Devo confessarvi che Marion ha un modo di scrivere che mi ha catturata sin dalle prime pagine, cosa incredibile se penso che ho criticato questo libro per mesi. Gente, non criticate un romanzo senza prima immergervi tra le sue pagine, potreste fare scoperte sorprendenti!
    Finalmente ho terminato anche "Shadowhunters - Città di ossa". Dico finalmente perché non mi è piaciuto, l'ho trovato banale e scritto malissimo. Insomma, di sicuro non continuerò la saga ma non vogliatemene. Prossimamente io e LadyDraculia pubblicheremo la nostra doppia recensione con pareri diametralmente opposti: non perdetevela!

  •  Cosa pensi leggerai dopo?
    Quasi sicuramente "Il battello del delirio" di George R. Martin e "Il più grande uomo scimmia del pleistocene" di Roy Lewis. Una curiosità: quest'ultimo libro giace nella mia libreria da anni ed anni, me lo regalò mia madre quando ero ancora una ragazzina ma non l'ho mai letto perché a suo tempo la lettura non mi interessava. La scuola è stata capace di insegnarmi l'odio per la lettura, per fortuna mia mamma è riuscita a trasmettermi il suo amore per i libri e gliene sono immensamente grata.

mercoledì 4 settembre 2013

Intervista + Recensione Sotto un Sole Nero (Ivano Mingotti) (Lady Draculia)

Con immenso piacere oggi vi proponiamo una nuovissima intervista e un grande autore emergente:
Ivano Mingotti, classe 88,  lavora per Esselunga spa come commesso. Pubblica nel 2009 ''Storia di un boia'', con Kimerik editore. Con questo romanzo parteciperà in seguito al Moonlight Festival 2011. Nel 2010 è il turno di ''Solo gli Occhi'', sempre con Kimerik. Nel 2011, il 10 agosto, esce ''Stati Uniti d'Aspirina'', ideale sequel di Solo gli Occhi, edito da Zona Editore. Nel dicembre 2011 viene pubblicato ''Sotto un sole nero'', con Ded'a edizioni.

Ed è proprio  "Sotto un sole nero" il protagonista del nostro spazio

In un presente alternativo, un governo totalitario sembra gestire la vita dell’intera popolazione umana. I “cittadini” vivono in un regime di terrore e di ferree regole dettate dal Ductor. Apparentemente salvatore della specie, dopo il disastro ecologico, il Ductor “protegge” il popolo sotto un sole nero, nel silenzio e nell’alienazione in cui sono ridotti, sotto un regime che marcia per le strade “Per la pace. Per la quiete. Per il sangue dei nemici”. Ma un’ulteriore minaccia da parte di invasori esterni sembra minare questo equilibrio. Nove vite si intrecciano, ci raccontano e ci conducono verso un epilogo inaspettato.





Devo fare una premessa per questa bella intervista: Ivano mi ha inviato il suo romanzo del tutto gratuitamente affinchè lo leggessi e ne stilassi una recensione. Desidero di cuore ringraziare Ivano Mingotti per la simpatia, il sorriso e la cortesia con i quali ha sopportato l'annuncio del mio giudizio negativo alla sua opera. Dalle piccole cose, davvero dalle più piccole, si comprende il talento e la grandezza di una persona. Stima immensa. Grazie Ivano!


 L'intervista

Ed eccoci qui finalmente! E' la seconda occasione per "il profumo delle pagine stampate" di avere come ospite uno scrittore e non possiamo che esserne lusingate! Sono sempre esperienze bellissime che ci permettono di andare "dietro la penna" e scoprire personalità davvero magiche! Ma iniziamo immediatamente a "tormentare" Ivano Mingotti: ciao Ivano!! Benvenuto nel nostro semplice blog! Vogliamo ringraziarti fino alla nausea per la tua partecipazione e vogliamo iniziare immediatamente con una domanda buciapelo: com'è nata la tua passione per la scrittura?
In realtà non è nata, mi si è imposta. Credo che ciò venga dal fatto che mi è stato insegnato molto precocemente a scrivere, e che questo è diventato il mio mezzo preferito e prevalente di espressione. Anche se non sono affatto un introverso, o almeno, non completamente. Diciamo che riesco ad esprimere scrivendo più di quanto riesca ad esprimere dicendo. Il punto è questo.
Come ti capisco! In innumerevoli occasioni scrivere è il mezzo necessario con il quale riesco esprimermi completamente.. "Sotto un Sole Nero" è un romanzo distopico molto particolare: cosa ti ha ispirato?
In realtà non c'è stata una particolare ispirazione. I miei libri nascono così, da piccoli impulsi, scene che mi si presentano agli occhi, sensazioni, insomma, non da una voglia precisa o da un impianto preciso. Nella fattispecie Sotto un sole nero è nato da una frase di mia sorella a tavola - che non ricordo -, che ha scatenato poi un susseguirsi a catena di altri ragionamenti.
Quindi è nato spontaneamente, è una bella cosa! Se dovessi scegliere una colonna sonora per questa tua opera, quale sarebbe? 
Sceglierei The wall dei Pink Floyd. Direi che ci si abbina bene. 
Sono d'accordo! Credo che l'avrei scelta anch'io. Curiosando qua e là ci sono alcune pagine letterarie in internet che sostengono che gli autori che si autopubblicano e che pagano quindi per immettere in commercio il proprio libro non possono considerarsi scrittori e, di conseguenza,  il loro libro non è un libro, cosa ne pensi?
Sono assolutamente contrario alla pubblicazione a pagamento, da considerare però diversa dall'autopubblicazione: nell'autopubblicazione non si paga nessuno, è come andare in tipografia e stamparsi un numero di copie ad uso proprio di una cosa.
Resto comunque del pensiero che le cose siano diverse, e seguano percorsi diversi: ciò che caratterizza un libro, e ciò che caratterizza un autore, non è tanto il modo in cui viene pubblicato, ma il modo in cui viene usato, in cui è fruito. Se un autore viene letto, se un libro viene letto, e se riesce a veicolare un messaggio, un ''Dentro'' di una persona in un'altra, allora è un Libro, allora è un Autore.
Con questo quindi assimilo libri a pagamento che magari non dovrebbero 'uscire' ai libri delle grandi editrici pubblicati solo perchè 'opera' - chissà quanto poi - di grandi nomi della televisione o dello spettacolo.
 

Siamo sulla stessa onda di pensiero. Sono sempre molto curiosa di conoscere i gusti letterari degli ospiti de "il profumo delle pagine stampate", vuoi dirci cosa ami in particolare? 
In questo periodo sto adorando Kundera e Grossman. Ovviamente devo citare anche Dick, Huxley ed Orwell, ma nonostante continuino ad assimilare il mio romanzo alle opere di questi autori, devo dire che non ne sono stato influenzato, non ho colto da loro stile o messaggi. O almeno non volontariamente.
Sono comunque grandissimi della letteratura perciò devi ritenerti estremamente lusingato :D A questo proposito c'è un autore al quale vorresti somigliare o dal quale prendi spunto per le tue opere?
No, io credo che la scrittura debba essere personale, o non porta niente. Un libro è un Libro quando aggiunge al mondo qualcosa, anche se qualcosa di piccolo. Quindi per me l'imitazione non è corretta, non è un mezzo valido. Preferisco il perfezionamento personale attraverso l'esercizio e la pratica, cosa che può non solo migliorare lo stile, ma anche la persona stessa, mettendo in luce significati profondi molto spesso nascosti a sé stessi.
C'è un infinito enorme in ognuno di noi, perchè guardare al limitato che è fuori? E premetto che non è presunzione, è solo logica.  

Non la trovo assolutamente una frase presuntuosa, anzi! Sono sempre la prima a credere che in ognuno di noi esiste la forza per fare qualunque cosa, ma spesso ci si constringe a non superare "il limite". Sei una persona molto sportiva e corretta, quando ti ho annunciato che la mia recensione non sarebbe stata "da 5 stelle" mi hai risposto con un sorriso e con lo stesso entusiasmo di sempre: credi che siano più importanti i giudizi negativi  o quelli positivi (sperando sempre che siano costruttivi in entrambi i casi)? 
Credo che siano importanti i giudizi. Vuol dire che il libro è stato fruito, letto. E quando un libro è letto è un libro vivo.
Come diceva qualcuno, bene o male, è importante che se ne parli.
Ovviamente preferisco le critiche all'entusiasmo falso, ma bisogna anche dire che un libro non può piacere a tutti: se piace a tutti o ha estremamente fallito, o è il libro migliore mai esistito. Ma non credo possa mai esistere un libro del genere.
Se ci pensiamo, anche i grandi capolavori dell'umanità sono criticati, come un piccolo, insignificante romanzo può essere lodato. E tutto in piena sincerità. Basta dare un occhio su Anobii, si rimane sempre molto sorpresi.
Devo dire che Sotto un sole nero è piaciuto, è piaciuto molto, e non è piaciuto.
Ma la cosa che più mi soddisfa è che è stato letto.

Verissimo! Ritengo che ogni lettore viva un libro con le proprie emozioni, sensazioni e anche con gli occhi interiori. Ciò non significa che un romanzo sia necessariamente brutto o viceversa bellissimo, semplicemente sono punti di vista. Chi e perchè dovrebbe leggere "Sotto un sole nero"?
Penso possa rientrare nella categoria di libri per tutti, diciamo dai ragazzi in su. Penso sia molto importante insegnare alle giovani generazioni cosa voglia dire il totalitarismo, cosa voglia dire la dittatura, cosa sia la libertà.
Bisognerebbe ricordarsene costantemente, ricordarsi della storia e del passato.
E di quello che potrebbe essere ora, che potrebbe esserci ora. O forse c'è.

Pienamente d'accordo su questo, lotto sempre affinchè i giovani comprendano molte cose del nostro passato storico, che poi tanto lontano non è. E' essenziale. Ivano, sei stato una persona deliziosa e desideriamo che tu possa tornare presto a trovarci! Ti auguriamo tantissimi successi in ogni ambito della vita! Grazie per essere stato con noi e di averci regalato il tuo tempo.
Grazie a voi! E speriamo di rileggerci presto!


Il Profumo delle pagine stampate vi ricorda che potete seguire Ivano sul suo blog ufficiale QUI


La mia opinione 
In primis devo ammettere che non è assolutamente il mio genere e forse non lo avrei mai letto di mia spontanea volontà, nonostante io ami moltissimo i libri riguardanti l'olocausto e la seconda guerra mondiale (di conseguenza molto toccanti e duri), Sotto un sole nero non mi è piaciuto, ma la causa non è dovuta alla storia in sé, bensì alla sua struttura: un invasione di frasi minime: soggetto + verbo + complemento + qualche aggettivo + punto. Un continuo di anafore e asindeti esasperanti. Per un attimo ho sentito quell'irrefrenabile necessità di afferrare la matita virtuale (si tratta di  un formato elettronico) per cambiare la punteggiatura, introdurre qualcosa. Probabilmente il senso di oppressione è voluto e sicuramente è reso perfettamente da questa  scelta costruttiva. Come dico sempre: "chi sono io per giudicare lo stile di uno scrittore?" e come diceva la mia insegnante di italiano alle scuole superiori "la punteggiatura è qualcosa di personale, ognuno di noi interpreta le proprie frasi anche attraverso le virgole ed i punti e correggerli non è sempre detto che sia corretto, almeno non del tutto".

In questo romanzo distopico fin dall'inizio non c'è nulla di veramente chiaro: ci si ritrova sotto un regime totalitario di controllo dove la quotidianità è fatta di silenzio, di sguardi inquisitori, di parole non dette. Il libro pare suddiviso in brani, nel primo troviamo Lucas, un ragazzo gay costretto a nascondere le sue inclinazioni per paura d'essere ucciso. Poi tutto ad un tratto si parla di torture (perchè? Forse questi "soldati"  di regime in stile gestapo, han scoperto l'omossesualità del ragazzo? Non si sa...) dopodiché ci troviamo di fronte ad una bimba che assiste al malmenamento della madre con una freddezza  agghiacciante. Poi boh. Casa distrutta, macerie, silenzio. Nuova scena: la ragazzina viene portata via dal padre  e si marcia. Ora però c'è un nuovo personaggio a raccontare l'orrore: un soldato con il senso del dovere. 
E siamo nuovamente catapultati in una specie di parata, una manifestazione del "regime" e poi uno scenario di guerra, di punto in bianco, con descrizioni quasi crude che a me sono parse più un ricordo dei i peggiori scenari della guerra del Vietnam o quella in Afghanistan.
Ancora altri personaggi.
Ho faticato a terminare Sotto un sole nero a causa della pesantezza narrativa che mi ha portata alla noia.
Dopo la chiacchierata con Ivano devo dire che molti punti nella mia testa hanno trovato chiarezza, ma resto del mio giudizio.
Ci sono alcuni buoni spunti comunque: fa riflettere sulla crudeltà dell'uomo, sul disprezzo, sulla follia di un regime guidato da un pazzo...




venerdì 30 agosto 2013

In my mailbox (fiefiefifi)

Qualche sera fa, volendo aggiornare questa rubrica con i miei ultimi acquisti, ho visitato il sito inmondadori.it per salvare trame e copertine. Mi sono persa per ben due ore. Quando ho chiuso la pagina avevo comprato tre libri, nonostante ne avessi già comprati altri qualche giorno prima ed uno a prezzo pieno il pomeriggio stesso. Come se non bastasse, questa mattina mentre mi apprestavo ad ordinare la copia del "Purgatorio" selezionata dal mio professore di Letteratura Italiana, ho comprato l'ennesimo libro della settimana. Sono un caso disperato.

Fra i libri che ho letto quest'anno ce n'è uno che mi ha colpita particolarmente, s'intitola "La figlia segreta" ed è di Shilpi Somaya Gowda. Racconta della vita di una bambina data in adozione subito dopo la nascita ed è un romanzo ricco di dettagli sull'India e sulla cultura indiana. Da allora sentivo il desiderio di leggere altri libri con protagonisti indiani ed è così che ho comprato "La moglie indiana" di Anne Cherian. Lo sto leggendo attualmente e ne sono innamorata, per quanto semplice, è un romanzo che mi sta davvero appassionando. Ho trovato molti altri titoli che vorrei acquistare, sicuramente uno dei prossimi sarà "Pollo al burro a Ludhiana. Viaggio nell'India delle piccole città." di Pankaj Mishra.

Ma ora veniamo ai miei acquisti! Alcuni li sto ancora attendendo con impazienza, altri li ho già divorati.


Da Parigi alla luna (Adam Gopnik)

Corrispondente da Parigi per il "New Yorker", Adam Gopnik ripercorre i cinque anni trascorsi nella "ville lumière" insieme alla moglie Martha e al piccolo Luke. Esplora e osserva la città fin nei suoi angoli più intimi, cogliendo appieno la dicotomia tra la pomposità della cultura ufficiale (che si materializza in un invasivo apparato politico-burocratico, oltre che nella perenne tendenza all'astrazione) e la "più splendida civiltà dei luoghi comuni mai esistita": quell'amalgama unico e irripetibile creato dai café, dai parchi, dai musei, dalla luce sui tetti e dalla ritrosa cortesia degli abitanti. O dalla cucina intesa come un rito che ha inizio con la spesa mattutina. In pagine pervase dall'ironia e dalla sottile tensione tra due culture che si guardano con sospetto e attrazione, l'autore di Una casa a New York ci fa riscoprire una città romantica, ingarbugliata, fragile, ma anche moderna, concreta e, soprattutto, orgogliosamente viva.


La lunga marcia (Richard Bachman aka Stephen King)


Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore.., e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King (Richard Bachman) poteva concepire...





 

La moglie indiana (Anne Cherian)

Neel è un anestesista, fiero della propria capacità di decisione, dentro e fuori la sala operatoria. Perciò pensa di poter gestire la richiesta di sua madre che lo richiama in India perché sposi una brava ragazza indiana. Figuriamoci, Neel ha già una fidanzata a San Francisco, e una carriera ben avviata: un matrimonio combinato è l'ultima cosa che gli passa per la testa. Leila è un'insegnante nel villaggio della famiglia di Neel. Ha trentacinque anni ma ancora non è stata promessa a nessuno; la sua famiglia è troppo povera per procurarle una dote, e poi si vocifera di una sua relazione segreta con un ragazzo musulmano. L'apparente libertà americana si confronterà con le tradizioni e le usanze indiane quando le vite di Neel e Leila si uniranno nel più improbabile dei matrimoni combinati. Entrambi dovranno lottare per conciliare i propri desideri con le aspettative delle famiglie e dovranno imparare a conoscersi a fondo.



Trimalchio (F. Scott Fitzgerald)
 
In breve: la versione antecedente "Il Grande Gatsby" su cui in realtà in regista Baz Luhrmann ha basato l'omonimo film.

This is the first edition ever published of Trimalchio, an early and complete version of F. Scott Fitzgerald's classic novel The Great Gatsby. Fitzgerald wrote the novel as Trimalchio and submitted it to Maxwell Perkins, his editor at Scribner's, who had the novel set in type and sent the galleys to Fitzgerald in France. Fitzgerald then virtually rewrote the novel in galleys, producing the book we know as The Great Gatsby. This first version, Trimalchio, has never been published and has only been read by a handful of people. It is markedly different from The Great Gatsby: two chapters were completely rewritten for the published novel, and the rest of the book was heavily revised. Characterization is different, the narrative voice of Nick Carraway is altered and, most importantly, the revelation of Jay Gatsby's past is handled in a wholly different way. James L.W. West III directs the Penn State Center for the History of the Book and is General Editor of the Cambridge Edition of the works of F. Scott Fitzgerald. He is the author of William Styron: A Descriptive Biography (Random House, 1998).


Come candele che bruciano (Michael McDowell, Tabitha King)

Callie Dakin è una bambina fuori del comune. A sette anni, grazie al suo straordinario udito e ai suoi misteriosi poteri, ha già ascoltato cose che nessuno alla sua età dovrebbe sentire, e che dovrebbero rimanere nascoste. Quando, dopo il rapimento e il brutale assassinio del padre, è costretta a trasferirsi in una vecchia e sinistra pensione insieme con l'egocentrica madre Roberta, la situazione precipita. Perché Roberta nasconde inquietanti segreti di famiglia e l'antica magione contiene misteri a ogni angolo: oggetti che compaiono e impiegabilmente scompaiono, voci che provengono dal nulla. E una donna riservata e severa che esercita su Callie un'irresistibile influenza.




 

La donna che amava i numeri (Toni/Tony Jordan)

Contare è il suo segreto. E la sua ossessione. Grace Lisa Vandenburg, 35 anni, di mestiere insegnante, non può fare a meno di calcolare ogni cosa: i passi necessari per coprire il tragitto da casa al suo bar preferito, i semi di papavero di cui è cosparsa la sua fetta di torta all’arancia, la lunghezza – dieci centimetri esatti – della frangetta che lambisce il suo sguardo intelligente e inquieto. Perché in un mondo dove tutto, o quasi tutto, è divisibile per dieci, forse fanno un po’ meno paura anche il caos e i fantasmi che si agitano dentro di lei. Almeno fino a quando una variabile impazzita non fa deragliare la sua vita: è l’incontro con Seamus Joseph O’Reilly, 19 lettere nel nome, 26 fascinose rughette d’espressione attorno agli occhi, a spazzare via in un solo, spaventoso istante, anni di meticolosa routine.



 Una ragazza da Tiffany (Susan Vreeland)

Nel 1892, a Manhattan, un'elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori. E il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. La Tiffany Glass & Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l'artista ha riunito attorno a sé. Vi è Clara Wolcott Driscoll. Giovane vedova in un laboratorio dove vige la regola, imposta dal padre di Louis, di impiegare solo fanciulle non maritate, Clara è l'artefice autentica delle creazioni Tiffany. "Una ragazza da Tiffany" è, soprattutto, la sua storia. Una storia in cui l'autrice non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella città americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento.


Fermate gli sposi! (Sophie Kinsella)

Lottie non vede l'ora di sposarsi. Con l'uomo giusto, naturalmente: non ne può più di lunghe relazioni con fidanzati che sul più bello non se la sentono di impegnarsi davvero. E così quando anche Richard, che lei è convinta stia per farle la tanto attesa proposta, la delude, decide su due piedi che è ora di passare all'azione e accetta di convolare a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima e che lei non ha mai più rivisto. Ben si è appena rifatto vivo, e basta una cena per far scoccare nuovamente la scintilla tra i due: perché perdere tempo in inutili preparativi? Presto! Ci si sposa in quattro e quattr'otto e via per un'indimenticabile luna di miele nel luogo che ha visto nascere il loro amore. Ma non tutti la pensano così: Fliss, la sorella di Lottie, e Lorcan, il socio in affari di Ben, sono contrarissimi e preoccupatissimi. Bisogna intervenire subito. I due sabotatori partono all'inseguimento dei neosposi che devono essere fermati a tutti i costi, prima che avvenga l'irreparabile... Le conseguenze saranno disastrosamente comiche per tutti. Con "Fermate gli sposi!" Sophie Kinsella firma una nuova, spumeggiante commedia romantica, in cui non mancano le sue proverbiali trovate condite da un pizzico di sesso e da un insuperabile senso dell'umorismo.


Funny Boy (Shyam Selvadurai)

Arjie Chelvaratnam, è il secondogenito di una famiglia della "upper class tamil" a Ceylon, che compie il viaggio dalla semplicità dell'infanzia al mondo intricato della vita adulta nei sette anni che porteranno ai sanguinosi disordini del 1983. Arjie preferisce giocare con le bambole e le bambine e si destreggia all'interno della sua famiglia allargata che lo guarda con preoccupazione e riprovazione. Si guadagna invece la simpatia dei pochi outsider della rigida società dell'isola. Arjie dovrà fare i conti con il risveglio della propria identità omosessuale e con le contraddizioni feroci dell'antica civiltà della sua gente.






I romantici (Pankaj Mishra)

Benares, la città sacra sulle rive del Gange, è lo sfondo seducente del giovane Samar. Studente universitario e discendente di un'illustre famiglia bramina decaduta, Samar vive la propria solitudine con l'unica consolazione della lettura, soprattutto dei classici della letteratura europea, e dell'amicizia dell'ambiguo Rajesh, un compagno di studi che si agita tra i ribelli del campus universitario. L'incontro con miss West, un'originale e affascinante donna inglese, lo mette a contatto con quel mondo occidentale che conosce soltanto attraverso i libri e di fronte al quale si sente insicuro e inadeguato. Ed è in questo nuovo ambiente che Samar conosce la bella Catherine, francese, disinvolta e pericolosamente lontana dal suo mondo, e se ne innamora perdutamente. Storia di un amore impossibile e di un impossibile incontro tra Oriente e Occidente, "I romantici", felice esordio di Pankaj Mishra, è un romanzo che sa combinare, con semplicità e finezza, grazia e intensità emotiva.


La meccanica del cuore (Mathias Malzieu)

Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. E il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L'impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell'incantevole creatura, in compagnia dell'estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. L'amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, una favola e un romanzo di formazione, in cui l'autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un'indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.


Purgatorio (Dante Alighieri)

La Cantica della penombra e della speranza. Qui si muovono gli uomini che sanno di poter raggiungere la soddisfazione piena e di poter colmare il desiderio di eterno che muove il cuore e la ragione. In questa arte della "Commedia", Dante imprime in modo indelebile, come solo la grande arte sa fare, le figure di una umanità in cammino e in tensione verso il vero bene.

mercoledì 28 agosto 2013

WWW Wednesday (Nageki)

Buongiorno a tutti! quest'oggi iniziamo con il buon vecchio WWW Wednesday e curiosiamo tra le letture del momento. Voi cosa state leggendo? :)


  • Cosa stai leggendo in questo periodo?
    [questa risposta contiene spoiler!!] Al momento sto leggendo quattro libri, ormai siete abituati al mio essere multitasking immagino. Diciamo che il romanzo a cui sto dedicando più attenzione è "Shadowhunters - Città di ossa" di Cassandra Clare. Per questo romanzo vale lo stesso discorso di "Warm Bodies": l'ho acquistato credendo di dovermi sorbire una stupidaggine ed invece devo dire
    Quello che sarà Magnus nel film: ho paura
    che mi ha colpita, sebbene giusto ieri sera sia incappata in alcune cadute di stile (definiamole così) nella trama. Nel giro di poche pagine mi sono trovata a leggere di cacciatori di demoni omosessuali, un tema che sembra sia stato introdotto unicamente al fine di stimolare le fantasie delle tante ragazze che sognano potenziali relazioni omosessuali tra protagonisti maschili di serie TV, film e quant'altro. A mio avviso se vuoi introdurre il tema dell'omosessualità non c'è alcun problema, anzi, ma non puoi liquidare tutto in mezza paginetta come se niente fosse. Non so se la questione verrà ripresa nel corso del romanzo o della saga, fatto sta che io ci ho visto solo una strizzatina d'occhio alle amanti di slash e yaoi.
    Leggo qualche altra pagina e mi ritrovo davanti a vampiri che cavalcano motociclette alimentate da motori demoniaci, motori poi distrutti inserendo acqua santa nel serbatoio. Devo confessare che questa immagine mi ha fatta pensare a quei filmetti horror di serie Z che trasmettevano durante le calde serate estive della mia infanzia. Poco prima la Clare propone l'inquietante immagine dei Fratelli Silenti, quasi dei Nazgul in quanto alla descrizione e poi si abbassa a vampiri Hell's Angels e stregoni dalle
    Padre Jeremiah è invece inquietante
    proprio come nel libro, non trovate?
    vaghe sembianze di un gatto, conciati stile Platinette e snob all'inverosimile.
    Infine, la lettura dei pensieri di Clary da parte dei Fratelli Silenti. Tra le immagini di cui è testimone Clary figurano il nome di Magnus Bane e l'aggettivo "Il magnifico". Dopo un paio di pagine appena, uno degli shadowhunters -guardacasochecoincidenza- sfodera il volantino della festa di un certo "Magnus il magnifico". Ora, a parte la palese forzatura nello sviluppo della trama, sono rimasta stupefatta dalla reazione dei personaggi o meglio, dalla non reazione. Una pagina prima tutti si domandavano chi fosse questo Magnus Bane e in quella successiva l'unica reazione è stata quella di decidere per la partecipazione alla festa. Che si tratti del Magnus Bane il Magnifico dei pensieri di Clary? sarà lui? sul serio, mi sembrava di assistere alla trasformazione di Milord in "Sailor Moon": una mascherina sugli occhi e nessuno riusciva a riconoscere Mamoru Chiba.

    Non vogliatemene, ma alcune cose fatico a digerirle. Voi che ne pensate?




    •  Quale libro hai appena terminato?
      "Cime tempestose", confesso che non lo avevo mai letto e ne sentivo il bisogno, in effetti sto recuperando in quanto a classici. Il giudizio? l'ho amato, mi sono completamente immersa nelle atmosfere descritte, ho odiato ed allo stesso provato compassione per Heathcliff, vittima di sé stesso e di un passato doloroso. Prossimamente la recensione su queste pagine!



    •  Cosa pensi leggerai dopo?
      Credo sia meglio terminare le altre mille letture appena iniziate in contemporanea a Shadowhunters ovvero: "Jane Eyre" (di cui avevo letto solo una riduzione in inglese) e "Lui è tornato" :)