Ciao a tutti amici!!
Quest'oggi abbiamo una notizia che farà felice moltissimi lettori. Di cosa stiamo parlando? tenetevi forte! La
Salani ha acquisito i diritti per la pubblicazione in Italia del romanzo di Robert Galbraith (pseudonimo di J.K. Rowling), Il richiamo del cuculo (The Cuckoo's Calling).
L'uscita in libreria è prevista per il 4 novembre. Personalmente non vedo l'ora di averlo tra le mani, ho amato "The casual vacancy" e spero che anche quest'opera sia all'altezza delle aspettative.
Insomma, una buona notizia dopo l'altra! per chi non lo sapesse infatti, la Warner Bros. ha poche ore fa annunciato l’arrivo di una nuova saga cinematografica ispirata al mondo di Harry Potter, con J.K. Rowling non solo autrice ma anche sceneggiatrice. La stessa pagina Facebook della scrittrice ne ha dato l’ufficialità.
“Gli Animali Fantastici: Dove Trovarli - Fantastic Beasts and Where to Find Them” il titolo del primo film, solo in parte tratto dall’omonimo pseudobiblium della scrittrice inglese, perché la Rowling darà vita ad una storia originale per il grande schermo, con al suo interno tutto l’Universo magico fatto di creature e personaggi del mondo potteriano.
Anche voi aspettate l'uscita dei nuovi progetti di J.K. Rowling? :)
lunedì 16 settembre 2013
domenica 15 settembre 2013
In my mailbox (fiefiefifi)
Dopo aver letto "La moglie indiana" di Anne Cherian e "La figlia segreta" di Shilpi Somaya Gowda, ho cominciato a coltivare una passione per i libri che trattano di cultura indiana. Quest'oggi ne ho comprati due, ma ben presto - se mi piacerà "Il sentiero dei sogni luminosi" - mi procurerò anche "Prigioniere dell'onore", della stessa scrittrice.
Per quanto riguarda "Dopo di lei", invece, è stato un acquisto quasi obbligatorio. Mentre stavo studiando per l'esame di Letteratura Italiana ho continuato ad usare un segnalibro sul quale figurava proprio la pubblicità di questo libro. Avendo letto e riletto la trama, non potevo far finta di nulla... ed infatti eccolo qui fra le mie mani!
La biografia di Maria Antonietta mi è stata velatamente suggerita da un'amica. Qualche giorno fa, mentre chiacchieravamo al bar, abbiamo cominciato a parlare dei libri che stiamo leggendo e quel che mi ha detto a proposito di Maria Antonietta mi ha incuriosita tantissimo.
E per finire.. un libro in omaggio ♥ per noi amanti della lettura un libro gratis è uno dei regali più belli di questo mondo! Appena ho ricevuto la comunicazione da IBS che mi informava della possibilità di vincere una copia di "Novemila giorni e una sola notte" semplicemente inviando un'email, mi sono precipitata a leggere l'estratto da commentare. Ho avuto la fortuna di essere fra i primi 400 ad inviare un commento e pochi giorni dopo, ecco il mio pacco! Ringrazio ancora IBS e l'autrice del libro per questa opportunità!
Dopo di lei (Jonathan Tropper)
Stravaccato sul divano, addormentato per metà, sempre ubriaco, intento a non fare nulla tutto il giorno: è questa l'occupazione principale di Doug Parker, ventinove anni, da quando ha perso la moglie Hailey, precipitata con un aereo in Colorado. Doug non ne vuole sapere di riprendere a scrivere la rubrica per il suo giornale, dedicata ai pettegolezzi di Hollywood, e lo irritano tutte le attenzioni della gente, tranne forse quelle della sensuale vicina di casa che ogni giorno gli porta una fetta di polpettone. Sta bene così: chiuso in casa con la sola compagnia della bottiglia di Jack Daniel's. Ma la vita ha altri piani per lui: Russ, quindici anni, figlio di Hailey, nato dal suo precedente matrimonio. Dalla morte della madre, è finito in cattive acque: non va a scuola, fa uso di droghe, ruba e si azzuffa. Non lo ammetterà mai, ma ha un disperato bisogno di qualcuno che gli dia istruzioni per l'uso del mondo. E quel qualcuno può essere solo Doug. E poi, ci si mette anche Claire, che un bel giorno lascia il marito e si presenta incinta a casa di Doug, suo fratello, determinata a rivoluzionargli la vita. Sulle tracce di Russ che si caccia in un guaio via l'altro, Doug cerca disperatamente di costruire un rapporto con lui, mentre la sua famiglia va allegramente fuori di testa. Catapultato in una dimensione nuova fatta di dolore, ma anche di gioia, fraintendimenti, situazioni tenere e assurde piene di ironia e divertimento, Doug proverà a risalire la china e ad aprirsi alla vita.
Maria Antonietta. La solitudine di una regina (Antonia Fraser)
La figura magnifica e tragica di Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa d'Austria e moglie di Luigi XVI, continua a suscitare sentimenti contrastanti: fu solo una vittima innocente? Influenzò gli eventi della Rivoluzione francese? Dalla nascita alla corte di Vienna fino al patibolo a Parigi nel 1793, quella di Maria Antonietta, quindicesima figlia di Maria Teresa, è senza dubbio una delle vicende private e pubbliche più drammatiche della storia moderna. In questa appassionante biografia Antonia Fraser ricostruisce l'itinerario di formazione personale e politica dell'infelice regina, liberando il personaggio dagli stereotipi e restituendolo alla sua dimensione umana e storica. Inviata in Francia dalla madre a soli quattordici anni per sposare il futuro Luigi XIV, Maria Antonietta fu per tutta la vita "l'odiata austriaca", e come tale rimase un ostaggio della politica estera fin dai suoi primi giorni in Francia. Manipolata dalla sua famiglia austriaca, venne sempre accusata dai francesi di interferire nei propri affari politici. Le ricerche dell'autrice non hanno trascurato nulla, dal costume dell'Ancien Régime all'ambiente politico-economico, a quello dell'apparato cortigiano, dalla cerchia di amici e consiglieri, dei quali indaga la psicologia, al coro di voci dei testimoni coevi che raccontarono ognuno una parte della vicenda. Con lo stile di narratrice di razza che le è proprio, l'autrice descrive le grandi decisioni, gli errori di giudizio, gli slanci, le potenti aspirazioni individuali di Maria Antonietta, una donna sopraffatta dai grandi sconvolgimenti della Storia.
Il sentiero dei sogni luminosi (Sanghera Jasvinder)
Mi fermai con la moneta sulla fessura del telefono. La mano mi tremava. Fuori della cabina, Jassey, il mio ragazzo, mi incoraggiava ad andare avanti. Lo feci, composi il numero e aspettai. "Mamma" sussurrai quando sentii la sua voce. Da quando ero scappata di casa non le avevo più parlato. Ma le sue parole non furono quelle che avrei voluto sentire. "Ci hai disonorato. Per noi è come se fossi morta". Scivolai lungo la parete della cabina e rimasi accovacciata a terra. Non mi ero mai sentita così sola. Avevo quindici anni e il mio crimine era aver rifiutato di sposare l'uomo che mio padre aveva scelto per me, ed amare un ragazzo di una casta inferiore alla mia. Nonostante io sia cresciuta in Inghilterra, non potevo sfuggire alle mie origini indiane e musulmane. La mia famiglia era molto tradizionalista: una donna deve fare un matrimonio onorevole e accettare la propria condizione. Altrimenti è una donnaccia. Ma io non potevo farlo, io volevo essere libera di amare chi volevo e di andare al college. Non volevo fare la fine di mia sorella Robina. Lei le tradizioni le ha rispettate tutte, fino alla fine, quando non ha retto più. È vero che la libertà ha un prezzo, e io l'ho pagato fino in fondo. Da quella cabina sono uscita per seguire la scia luminosa dei miei sogni.
Una ragazza disobbediente (Ru Freeman)
Latha vive con una famiglia che non è la sua famiglia: solo persone che hanno il diritto di darle ordini. Ha una sola amica, che però non è una vera amica, ma la sua padrona. Non conta che i voti di Latha a scuola siano migliori, o che la sua bellezza sia più sfolgorante: deve sempre restare un passo indietro. Per lei, orfana e di umili origini in Sri Lanka, l'unico destino possibile è fare la serva. Ma nel suo cuore non sa rassegnarsi alla sottomissione, né rinunciare alle piccole vanità e ai desideri di un'adolescenza normale: un profumo alle rose, un paio di sandali per sollevarsi dalla polvere, l'amore di un ragazzo. Finché l'ingiustizia subita diventa insopportabile e la ribellione di Latha si trasforma in inganno e vendetta. Biso fugge dal marito alcolizzato e violento, l'uomo che ha ucciso il suo amante e ha minacciato di vendere come prostituta la bambina nata da quell'amore proibito. Fugge all'alba, danzando leggera sulla rugiada, ripensando a quello che la vita le ha tolto, ai sogni che ha spezzato. Fugge insieme ai tre figli, su un treno che dovrebbe condurla a un luogo che appartiene al suo passato, e dove non sa neppure se sarà la benvenuta. Dall'intreccio di due destini apparentemente disgiunti, la storia sofferta di due donne che lottano con coraggio contro una cultura che cerca di piegarle alle tradizioni. Due donne in viaggio verso un'unica meta: la libertà.
Novemila giorni e una sola notte (Jessica Brockmole) OMAGGIO! ♥
Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi... E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d'addio. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l'oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro Salutato da critica e lettori come il libro-evento dell'anno, Novemila giorni e una sola notte è un inno struggente alla magia delle parole e alla forza di un amore così grande da superare il tempo e la lontananza. Perché se una lettera non è mai soltanto una lettera, un romanzo non è mai soltanto un romanzo. È lo specchio della nostra vita.
Per quanto riguarda "Dopo di lei", invece, è stato un acquisto quasi obbligatorio. Mentre stavo studiando per l'esame di Letteratura Italiana ho continuato ad usare un segnalibro sul quale figurava proprio la pubblicità di questo libro. Avendo letto e riletto la trama, non potevo far finta di nulla... ed infatti eccolo qui fra le mie mani!
La biografia di Maria Antonietta mi è stata velatamente suggerita da un'amica. Qualche giorno fa, mentre chiacchieravamo al bar, abbiamo cominciato a parlare dei libri che stiamo leggendo e quel che mi ha detto a proposito di Maria Antonietta mi ha incuriosita tantissimo.
E per finire.. un libro in omaggio ♥ per noi amanti della lettura un libro gratis è uno dei regali più belli di questo mondo! Appena ho ricevuto la comunicazione da IBS che mi informava della possibilità di vincere una copia di "Novemila giorni e una sola notte" semplicemente inviando un'email, mi sono precipitata a leggere l'estratto da commentare. Ho avuto la fortuna di essere fra i primi 400 ad inviare un commento e pochi giorni dopo, ecco il mio pacco! Ringrazio ancora IBS e l'autrice del libro per questa opportunità!
Dopo di lei (Jonathan Tropper)
Stravaccato sul divano, addormentato per metà, sempre ubriaco, intento a non fare nulla tutto il giorno: è questa l'occupazione principale di Doug Parker, ventinove anni, da quando ha perso la moglie Hailey, precipitata con un aereo in Colorado. Doug non ne vuole sapere di riprendere a scrivere la rubrica per il suo giornale, dedicata ai pettegolezzi di Hollywood, e lo irritano tutte le attenzioni della gente, tranne forse quelle della sensuale vicina di casa che ogni giorno gli porta una fetta di polpettone. Sta bene così: chiuso in casa con la sola compagnia della bottiglia di Jack Daniel's. Ma la vita ha altri piani per lui: Russ, quindici anni, figlio di Hailey, nato dal suo precedente matrimonio. Dalla morte della madre, è finito in cattive acque: non va a scuola, fa uso di droghe, ruba e si azzuffa. Non lo ammetterà mai, ma ha un disperato bisogno di qualcuno che gli dia istruzioni per l'uso del mondo. E quel qualcuno può essere solo Doug. E poi, ci si mette anche Claire, che un bel giorno lascia il marito e si presenta incinta a casa di Doug, suo fratello, determinata a rivoluzionargli la vita. Sulle tracce di Russ che si caccia in un guaio via l'altro, Doug cerca disperatamente di costruire un rapporto con lui, mentre la sua famiglia va allegramente fuori di testa. Catapultato in una dimensione nuova fatta di dolore, ma anche di gioia, fraintendimenti, situazioni tenere e assurde piene di ironia e divertimento, Doug proverà a risalire la china e ad aprirsi alla vita.
Maria Antonietta. La solitudine di una regina (Antonia Fraser)
La figura magnifica e tragica di Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa d'Austria e moglie di Luigi XVI, continua a suscitare sentimenti contrastanti: fu solo una vittima innocente? Influenzò gli eventi della Rivoluzione francese? Dalla nascita alla corte di Vienna fino al patibolo a Parigi nel 1793, quella di Maria Antonietta, quindicesima figlia di Maria Teresa, è senza dubbio una delle vicende private e pubbliche più drammatiche della storia moderna. In questa appassionante biografia Antonia Fraser ricostruisce l'itinerario di formazione personale e politica dell'infelice regina, liberando il personaggio dagli stereotipi e restituendolo alla sua dimensione umana e storica. Inviata in Francia dalla madre a soli quattordici anni per sposare il futuro Luigi XIV, Maria Antonietta fu per tutta la vita "l'odiata austriaca", e come tale rimase un ostaggio della politica estera fin dai suoi primi giorni in Francia. Manipolata dalla sua famiglia austriaca, venne sempre accusata dai francesi di interferire nei propri affari politici. Le ricerche dell'autrice non hanno trascurato nulla, dal costume dell'Ancien Régime all'ambiente politico-economico, a quello dell'apparato cortigiano, dalla cerchia di amici e consiglieri, dei quali indaga la psicologia, al coro di voci dei testimoni coevi che raccontarono ognuno una parte della vicenda. Con lo stile di narratrice di razza che le è proprio, l'autrice descrive le grandi decisioni, gli errori di giudizio, gli slanci, le potenti aspirazioni individuali di Maria Antonietta, una donna sopraffatta dai grandi sconvolgimenti della Storia.
Il sentiero dei sogni luminosi (Sanghera Jasvinder)
Mi fermai con la moneta sulla fessura del telefono. La mano mi tremava. Fuori della cabina, Jassey, il mio ragazzo, mi incoraggiava ad andare avanti. Lo feci, composi il numero e aspettai. "Mamma" sussurrai quando sentii la sua voce. Da quando ero scappata di casa non le avevo più parlato. Ma le sue parole non furono quelle che avrei voluto sentire. "Ci hai disonorato. Per noi è come se fossi morta". Scivolai lungo la parete della cabina e rimasi accovacciata a terra. Non mi ero mai sentita così sola. Avevo quindici anni e il mio crimine era aver rifiutato di sposare l'uomo che mio padre aveva scelto per me, ed amare un ragazzo di una casta inferiore alla mia. Nonostante io sia cresciuta in Inghilterra, non potevo sfuggire alle mie origini indiane e musulmane. La mia famiglia era molto tradizionalista: una donna deve fare un matrimonio onorevole e accettare la propria condizione. Altrimenti è una donnaccia. Ma io non potevo farlo, io volevo essere libera di amare chi volevo e di andare al college. Non volevo fare la fine di mia sorella Robina. Lei le tradizioni le ha rispettate tutte, fino alla fine, quando non ha retto più. È vero che la libertà ha un prezzo, e io l'ho pagato fino in fondo. Da quella cabina sono uscita per seguire la scia luminosa dei miei sogni.
Una ragazza disobbediente (Ru Freeman)
Latha vive con una famiglia che non è la sua famiglia: solo persone che hanno il diritto di darle ordini. Ha una sola amica, che però non è una vera amica, ma la sua padrona. Non conta che i voti di Latha a scuola siano migliori, o che la sua bellezza sia più sfolgorante: deve sempre restare un passo indietro. Per lei, orfana e di umili origini in Sri Lanka, l'unico destino possibile è fare la serva. Ma nel suo cuore non sa rassegnarsi alla sottomissione, né rinunciare alle piccole vanità e ai desideri di un'adolescenza normale: un profumo alle rose, un paio di sandali per sollevarsi dalla polvere, l'amore di un ragazzo. Finché l'ingiustizia subita diventa insopportabile e la ribellione di Latha si trasforma in inganno e vendetta. Biso fugge dal marito alcolizzato e violento, l'uomo che ha ucciso il suo amante e ha minacciato di vendere come prostituta la bambina nata da quell'amore proibito. Fugge all'alba, danzando leggera sulla rugiada, ripensando a quello che la vita le ha tolto, ai sogni che ha spezzato. Fugge insieme ai tre figli, su un treno che dovrebbe condurla a un luogo che appartiene al suo passato, e dove non sa neppure se sarà la benvenuta. Dall'intreccio di due destini apparentemente disgiunti, la storia sofferta di due donne che lottano con coraggio contro una cultura che cerca di piegarle alle tradizioni. Due donne in viaggio verso un'unica meta: la libertà.
Novemila giorni e una sola notte (Jessica Brockmole) OMAGGIO! ♥
Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi... E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d'addio. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l'oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro Salutato da critica e lettori come il libro-evento dell'anno, Novemila giorni e una sola notte è un inno struggente alla magia delle parole e alla forza di un amore così grande da superare il tempo e la lontananza. Perché se una lettera non è mai soltanto una lettera, un romanzo non è mai soltanto un romanzo. È lo specchio della nostra vita.
mercoledì 11 settembre 2013
In My Mailbox: edizione libri in prestito (Mocchan)
Come forse già saprete, sono una lettrice un po' atipica. Adoro comprare libri, ma capita sempre più di rado; piuttosto, torno dai miei frequenti viaggi alla biblioteca comunale con pile di libri di cui finirò per prorogare il prestito e accolgo a braccia aperte prestiti e suggerimenti da amici e parenti.
The Complete Novels (Jane Austen)
With dazzling wit and keen insight, Jane Austen chronicles the subtleties and nuances of - and the aspirations and machinations at work in - her own social milieu. Through the stories of her spirited heroins and their circles, their interactions and rituals, their movements from ballrooms to drawing rooms, from London to Bath to parklands and gardens, she recreates the English gentry life that she observed in the late eighteenth and early nineteenth centuries.
Each of her novels is a story and a story about marriage - marriage for love, for financial security, for social status. But they are not romances; ironic, comic, wise and penetrating, they are brilliant portrayals of the society Jane Austen knew.
Enhanced by a fond and lively introduction by bestselling author Karen Joy Fowler (The Jane Austen Book Club), this treasure trove of seven novels is a must for every Austen fan.
Lizzie Siddal: The Tragedy of a Pre-Raphaelite Supermodel (Lucinda Hawskley)
Elizabeth Siddal, poet, artist and tragic lover, rose from the obscurity of a Southwark slum to become one of the most famous faces in Victorian Britain. Even today those who do not know her name always recognize her face: she is Millais' doomed Ophelia and Rossetti's beatified Beatrice.
From the moment Lizzie was introduced to the Pre-Raphaelite Brotherhood in 1849, her immortality was decreed - and her future doomed. The attraction between Lizzie and the young Dante Gabriel Rossetti heralded nine years of emotional agony where Lizzie waited for marriage as Rossetti veered wildly between possessive adoration for her and love affairs with others. By the time they were wed, Lizzie was depressed, unwell and addicted to laudanum. After the birth of a stillborn daughter and yet another rumoured affair, Lizzie committed suicide, aged just thirty-two. In her fascinating biography Lucinda Hawksley looks behind the celebrated muse to reveal a talented poet and artist.
American Gods (Neil Gaiman)
Days before his release from prison, Shadow's wife, Laura, dies in a mysterious car crash. Numbly, he makes his way back home. On the plane, he encounters the enigmatic Mr Wednesday, who claims to be a refugee from a distant war, a former god and the king of America.
Plays two (Howard Barker)
Howard Barker is one of the most significant and controversial dramatists of his time. His plays challenge, unsettle and expose. The plays in this volume examine collisions of culture, gender and creed at moments of turmoil, developing the tragic form Barker defines as Theatre of Catastrophe.
The Castle is set at the end of the Crusades and describes the clashes that occur when returning soldiers bring home with them as a prisoner an Arab architect. Barker's abiding interest in interrogating the great classics for their 'silences' is shown in Gertrude - The Cry, his re-writing of the Hamlet story. Scarcely examined in Shakespeare, the passion of Gertrude for Claudius i s made the centre of this harrowing tragedy, casting new light on the personality of Hamlet himself. Animals in Paradise was commissioned by the Swedish and Danish governments to celebrate their connection by bridge, a symbolic finish to centuries of antagonism. Barker's unexpected treatment of the theme provoked unrest on its first showing. 13 Objects movingly reveals the investment we make in inanimate things, their power to unsettle us, and how their talismanic qualities license new ways of seeing the world.
Proprio a causa della mia insana tendenza ad accettare prestiti da ogni dove, mi ritrovo ora con una lista infinita di letture e una fila di amici impazienti di riavere i propri volumi indietro!
Perciò, la solenne risoluzione del mese è: entro la fine dell'anno e l'inizio dell'anno prossimo cercherò di sgarrare il meno possibile e di leggere esclusivamente i libri che ho ricevuto in prestito. Ce la farà la nostra eroina?!
Ho perciò deciso di dedicare questo mio post ai futuri libri che mi vedrete leggere nei prossimi mesi, così da aumentare un po' la vostra curiosità e aspettative!
Aléxandros: la trilogia (Valerio Massimo Manfredi)
Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone considerato un dio dai suoi contemporanei? Questa trilogia ci porta nel cuore della sua avventura: dall'infanzia, segnata dall'assassinio del padre Filippo, al patto di sangue con i più fedeli compagni; dai presagi sul suo grande destino fino alla conquista dell'Asia, un'impresa impensabile per un greco del IV secolo a.C. Lo vediamo marciare, combattere, amare. Lo accompagniamo nello svolgersi di una vita irripetibile e favolosa. E siamo con lui quando il suo sogno sembra infrangersi di fronte al termine del viaggio, al confine estremo della terra.
Il petalo cremisi e il bianco (Michel Faber)
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs. Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
Il lettore è costantemente dietro la spalla di Sugar e degli altri protagonisti, catturato da una scrittura che ha la magia di ricreare in ogni dettaglio strade, camere, vestiti, cibi, odori, sapori. Un critico ha scritto (su Time) che «questo libro è ancora meglio del sesso». Certo nessun altro libro dà alla lettura una tale emozione erotica, che ne fa un'opera unica, un romanzo dal fascino universale e senza tempo.
Autostop con Buddha (Will Ferguson)
Un abile scrittore rievoca il suo viaggio in Giappone, seguendo gli itinerari più inconsueti. Se ne ricava un'immagine nitida e vera, ricca di inquietudini, squilibri, contraddizioni. Ma c'è anche il vivido racconto di un'esperienza fatta di incontri, di persone, di caratteri indimenticabili.
L'autore mostra una speciale maestria nella rappresentazione dei tratti psicologici oltre che nella descrizione suggestiva e attenta dei paesaggi e degli stili di vita. Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così a fondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell'intimo delle persone. Qui, infatti, non ci sono solo scenari, cronache, macrostorie. Will Ferguson è anche un esploratore di interni, un geografo della quotidianità e, in questo particolarissimo modo di rievocare il suo viaggio, rivela ancora una volta la sua grande vena di affabulatore e narratore.
De Profundis (Oscar Wilde)
L'uomo che teorizzò la maschera come unica fonte di attendibilità e che amava ripetere «vivo nel terrore di non essere frainteso»; il decadente che esaltò la critica come la forma più alta di autobiografia... Oscar Wilde, insomma, non avrebbe mai pensato di presentarsi al pubblico con un documento di esistenza vissuta come la straordinaria lettera privata scritta in carcere al giovane Lord Alfred Douglas, cui imputare la sua rovina... Douglas, con cui Wilde una volta uscito di prigione non tardò a riunirsi, dichiarò anni dopo di non averla mai ricevuta; e per la verità ne conobbe il testo integrale dopo la morte dell'amico, e in circostanza assai sgradevoli (al mondo non sarebbe stato rivelato che nel 1960). In una versione dimezzata e censurata da Robbie Ross, esecutore letterario di Wilde che le aveva dato il titolo sotto cui è nota ancora oggi, De Profundis aveva frattanto trovato infiniti lettori, guadagnandosi una fama superiore a quella di qualsiasi altra epistola nei nostri tempi. La versione completa contiene tutto Wilde: la sua eloquenza, la sua cultura sterminata quanto puntuale, soprattutto il suo inimitabile senso dello stile; ma anche le debolezze, gli slanci, le passioni, che dandole una dimensione umana finiscono per confermare l'imperitura vitalità di un personaggio emblematico della cultura moderna.
Il mestiere di scrivere (Raymond Carver)
L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di piú che un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni '70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing - in un periodo segnato dalla devastazione dell'alcolismo - e quelle lezioni oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria furono per Carver un modo per riflettere sul senso del narrare e per confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Cechov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story.
Curato dal biografo americano di Carver e da uno dei suoi traduttori, Il mestiere di scrivere raccoglie brevi saggi, note e articoli che hanno come tema la letteratura e il suo insegnamento.
Completa il volume una sezione di Cinquanta esercizi di scrittura creativa con l'indicazione dei racconti nei quali Carver 'svolge' il tema proposto nell'esercizio.
Le quattro casalinghe di Tokyo (Natsuo Kirino)
La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi,si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell'ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l'ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne.
E' stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all'indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell'aria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figlia, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere!
Le gambe abbandonate storte sul pavimento di cemento dell'ingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, l'hanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzatti e gettando poi i resti in vari bidoni dell'immondizia.
Straordinario thriller che ha per protagoniste quattro amiche (la dolce e graziosa Yaoyoi, l'intelligente e coraggiosa Masako, Yoshie, la madre angariata da una figlia capricciosa e da una suocera invalida, Kuniko, la trentenne derubata dal marito e minacciata da un usuraio) che si conoscono in una puzzolente fabbrica di cibi precotti e che scoprono insieme il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine, Le quattro casalinghe di Tokyo, come accade spesso nei buoni romanzi polizieschi, illumina ciò che accade in un mondo in cui la tradizione si rompe come la pazienza di Yaoyoi: improvvisamente come un filo.
Il volo delle libellule (Samantha Righi)
Susan, dolce e semplice ragazza di paese, si troverà in breve sbalzata in un mondo che fino a quel momento aveva creduto solo leggendario. È un mondo fantastico, popolato da creature mitologiche, al quale scopre d'appartenere da sempre. Le amiche che l'accompagneranno nel suo viaggio a bordo della Dragonfly, nave volante la cui storia era morta insieme a coloro che un tempo ne narravano le gesta, sono le fate-libellule. Il loro volo, le loro danze e i loro racconti convincono Susan a partire. Sulla nave incontrerà nuovi amici ai quali rimarrà legata per sempre. L'obiettivo della loro missione è recuperare la Fiamma della Speranza, unico oggetto in grado di risvegliare l'isola e coloro che la abitano dall'oblio al quale il male l'aveva relegata.
Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone considerato un dio dai suoi contemporanei? Questa trilogia ci porta nel cuore della sua avventura: dall'infanzia, segnata dall'assassinio del padre Filippo, al patto di sangue con i più fedeli compagni; dai presagi sul suo grande destino fino alla conquista dell'Asia, un'impresa impensabile per un greco del IV secolo a.C. Lo vediamo marciare, combattere, amare. Lo accompagniamo nello svolgersi di una vita irripetibile e favolosa. E siamo con lui quando il suo sogno sembra infrangersi di fronte al termine del viaggio, al confine estremo della terra.
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs. Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.Il lettore è costantemente dietro la spalla di Sugar e degli altri protagonisti, catturato da una scrittura che ha la magia di ricreare in ogni dettaglio strade, camere, vestiti, cibi, odori, sapori. Un critico ha scritto (su Time) che «questo libro è ancora meglio del sesso». Certo nessun altro libro dà alla lettura una tale emozione erotica, che ne fa un'opera unica, un romanzo dal fascino universale e senza tempo.
Un abile scrittore rievoca il suo viaggio in Giappone, seguendo gli itinerari più inconsueti. Se ne ricava un'immagine nitida e vera, ricca di inquietudini, squilibri, contraddizioni. Ma c'è anche il vivido racconto di un'esperienza fatta di incontri, di persone, di caratteri indimenticabili.L'autore mostra una speciale maestria nella rappresentazione dei tratti psicologici oltre che nella descrizione suggestiva e attenta dei paesaggi e degli stili di vita. Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così a fondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell'intimo delle persone. Qui, infatti, non ci sono solo scenari, cronache, macrostorie. Will Ferguson è anche un esploratore di interni, un geografo della quotidianità e, in questo particolarissimo modo di rievocare il suo viaggio, rivela ancora una volta la sua grande vena di affabulatore e narratore.
De Profundis (Oscar Wilde)
L'uomo che teorizzò la maschera come unica fonte di attendibilità e che amava ripetere «vivo nel terrore di non essere frainteso»; il decadente che esaltò la critica come la forma più alta di autobiografia... Oscar Wilde, insomma, non avrebbe mai pensato di presentarsi al pubblico con un documento di esistenza vissuta come la straordinaria lettera privata scritta in carcere al giovane Lord Alfred Douglas, cui imputare la sua rovina... Douglas, con cui Wilde una volta uscito di prigione non tardò a riunirsi, dichiarò anni dopo di non averla mai ricevuta; e per la verità ne conobbe il testo integrale dopo la morte dell'amico, e in circostanza assai sgradevoli (al mondo non sarebbe stato rivelato che nel 1960). In una versione dimezzata e censurata da Robbie Ross, esecutore letterario di Wilde che le aveva dato il titolo sotto cui è nota ancora oggi, De Profundis aveva frattanto trovato infiniti lettori, guadagnandosi una fama superiore a quella di qualsiasi altra epistola nei nostri tempi. La versione completa contiene tutto Wilde: la sua eloquenza, la sua cultura sterminata quanto puntuale, soprattutto il suo inimitabile senso dello stile; ma anche le debolezze, gli slanci, le passioni, che dandole una dimensione umana finiscono per confermare l'imperitura vitalità di un personaggio emblematico della cultura moderna.Il mestiere di scrivere (Raymond Carver)
L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di piú che un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni '70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing - in un periodo segnato dalla devastazione dell'alcolismo - e quelle lezioni oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria furono per Carver un modo per riflettere sul senso del narrare e per confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Cechov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story.Curato dal biografo americano di Carver e da uno dei suoi traduttori, Il mestiere di scrivere raccoglie brevi saggi, note e articoli che hanno come tema la letteratura e il suo insegnamento.
Completa il volume una sezione di Cinquanta esercizi di scrittura creativa con l'indicazione dei racconti nei quali Carver 'svolge' il tema proposto nell'esercizio.
La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi,si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell'ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l'ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne.E' stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all'indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell'aria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figlia, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere!
Le gambe abbandonate storte sul pavimento di cemento dell'ingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, l'hanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzatti e gettando poi i resti in vari bidoni dell'immondizia.
Straordinario thriller che ha per protagoniste quattro amiche (la dolce e graziosa Yaoyoi, l'intelligente e coraggiosa Masako, Yoshie, la madre angariata da una figlia capricciosa e da una suocera invalida, Kuniko, la trentenne derubata dal marito e minacciata da un usuraio) che si conoscono in una puzzolente fabbrica di cibi precotti e che scoprono insieme il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine, Le quattro casalinghe di Tokyo, come accade spesso nei buoni romanzi polizieschi, illumina ciò che accade in un mondo in cui la tradizione si rompe come la pazienza di Yaoyoi: improvvisamente come un filo.
Il volo delle libellule (Samantha Righi)
Susan, dolce e semplice ragazza di paese, si troverà in breve sbalzata in un mondo che fino a quel momento aveva creduto solo leggendario. È un mondo fantastico, popolato da creature mitologiche, al quale scopre d'appartenere da sempre. Le amiche che l'accompagneranno nel suo viaggio a bordo della Dragonfly, nave volante la cui storia era morta insieme a coloro che un tempo ne narravano le gesta, sono le fate-libellule. Il loro volo, le loro danze e i loro racconti convincono Susan a partire. Sulla nave incontrerà nuovi amici ai quali rimarrà legata per sempre. L'obiettivo della loro missione è recuperare la Fiamma della Speranza, unico oggetto in grado di risvegliare l'isola e coloro che la abitano dall'oblio al quale il male l'aveva relegata. The Other Hand (Chris Cleave)
We don't want to tell you what happens in this book. It is a truly special story and we don't want to spoil it.
Nevertheless, you need to know enough to pick it up, so we will just say this:
We don't want to tell you what happens in this book. It is a truly special story and we don't want to spoil it.Nevertheless, you need to know enough to pick it up, so we will just say this:
This is the story of two women.
Their lives collide one fateful day, and one of them has to make a terrible choice.
Two years later, they meet again-the story starts there...
Once you have read it, you'll want to tell your friends about it. When you do, please don't tell them what happens either. The magic is how it unfolds.
Their lives collide one fateful day, and one of them has to make a terrible choice.
Two years later, they meet again-the story starts there...
Once you have read it, you'll want to tell your friends about it. When you do, please don't tell them what happens either. The magic is how it unfolds.
The Complete Novels (Jane Austen)
With dazzling wit and keen insight, Jane Austen chronicles the subtleties and nuances of - and the aspirations and machinations at work in - her own social milieu. Through the stories of her spirited heroins and their circles, their interactions and rituals, their movements from ballrooms to drawing rooms, from London to Bath to parklands and gardens, she recreates the English gentry life that she observed in the late eighteenth and early nineteenth centuries.Each of her novels is a story and a story about marriage - marriage for love, for financial security, for social status. But they are not romances; ironic, comic, wise and penetrating, they are brilliant portrayals of the society Jane Austen knew.
Enhanced by a fond and lively introduction by bestselling author Karen Joy Fowler (The Jane Austen Book Club), this treasure trove of seven novels is a must for every Austen fan.
Lizzie Siddal: The Tragedy of a Pre-Raphaelite Supermodel (Lucinda Hawskley)
Elizabeth Siddal, poet, artist and tragic lover, rose from the obscurity of a Southwark slum to become one of the most famous faces in Victorian Britain. Even today those who do not know her name always recognize her face: she is Millais' doomed Ophelia and Rossetti's beatified Beatrice.From the moment Lizzie was introduced to the Pre-Raphaelite Brotherhood in 1849, her immortality was decreed - and her future doomed. The attraction between Lizzie and the young Dante Gabriel Rossetti heralded nine years of emotional agony where Lizzie waited for marriage as Rossetti veered wildly between possessive adoration for her and love affairs with others. By the time they were wed, Lizzie was depressed, unwell and addicted to laudanum. After the birth of a stillborn daughter and yet another rumoured affair, Lizzie committed suicide, aged just thirty-two. In her fascinating biography Lucinda Hawksley looks behind the celebrated muse to reveal a talented poet and artist.
American Gods (Neil Gaiman)
Days before his release from prison, Shadow's wife, Laura, dies in a mysterious car crash. Numbly, he makes his way back home. On the plane, he encounters the enigmatic Mr Wednesday, who claims to be a refugee from a distant war, a former god and the king of America.Together they embark on a profoundly strange journey across the heart of the USA, whilst all around them a storm of preternatural and epic proportions threatens to break.
Scary, gripping and deeply unsettling, American Gods takes a long, hard look into the soul of America. You'll be surprised by what and who it finds there...
Scary, gripping and deeply unsettling, American Gods takes a long, hard look into the soul of America. You'll be surprised by what and who it finds there...
Howard Barker is one of the most significant and controversial dramatists of his time. His plays challenge, unsettle and expose. The plays in this volume examine collisions of culture, gender and creed at moments of turmoil, developing the tragic form Barker defines as Theatre of Catastrophe.The Castle is set at the end of the Crusades and describes the clashes that occur when returning soldiers bring home with them as a prisoner an Arab architect. Barker's abiding interest in interrogating the great classics for their 'silences' is shown in Gertrude - The Cry, his re-writing of the Hamlet story. Scarcely examined in Shakespeare, the passion of Gertrude for Claudius i s made the centre of this harrowing tragedy, casting new light on the personality of Hamlet himself. Animals in Paradise was commissioned by the Swedish and Danish governments to celebrate their connection by bridge, a symbolic finish to centuries of antagonism. Barker's unexpected treatment of the theme provoked unrest on its first showing. 13 Objects movingly reveals the investment we make in inanimate things, their power to unsettle us, and how their talismanic qualities license new ways of seeing the world.
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lunedì 9 settembre 2013
Doppia recensione: Shadowhunters - Città di ossa (Nageki) (LadyDraculia)
Titolo originale: The mortal instruments
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori (Oscar bestsellers)
Pagine: 525
Prezzo: 10,50€
Carissimi, eccoci giunti alla resa dei conti! io e LadyDraculia abbiamo letto il romanzo più venduto e più discusso del momento, per poi trovarci di fronte a pareri diametralmente opposti.
Di fronte a questo risultato abbiamo pensato di regalarvi una doppia recensione, nella speranza di poter ricevere anche il vostro feedback in merito a questo ormai famosissimo romanzo. Che cosa ne pensate? vi è piaciuto? perché o perché no? mi raccomando, commentate e fateci sapere quali sono state le vostre reazioni, siamo davvero curiose!
Ed ora sotto con le recensioni! vi ricordiamo che si tratta comunque di pareri personali che come tali devono essere considerati (e rispettati). Buona lettura!!
domenica 8 settembre 2013
Recensione: La trilogia di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo (Pamela Aidan)
Titolo: Per orgoglio o per amore
Titolo originale: An Assembly Such As This
Editore: TEA
Pagine: 278
Prezzo: 12,00 €
Il mio voto:
"È passabile, ma non abbastanza bella per tentare un uomo par mio." Così prende avvio la storia d'amore senza tempo tra Fitzwilliam Darcy e Elizabeth Bennet in Orgoglio e pregiudizio, il capolavoro di Jane Austen amato da milioni di lettori, nel quale, tuttavia, così poco si rivela del misterioso e affascinante eroe, Mr. Darcy. Tanto poco che resta aperta la domanda: chi è Fitzwilliam Darcy? Sullo sfondo dell'epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta una risposta. Rievocando gli eventi narrati nel capolavoro di Jane Austen, restando fedele agli amatissimi personaggi, dipinge uno straordinario quadro dove racconta il passato e il presente di Mr. Darcy. In Per orgoglio o per amore, il primo episodio di una trilogia, assistiamo così all'incontro tra Darcy e Elizabeth Bennet, nell'Hertfordshire, e scopriamo che sconvolse l'esistenza del freddo e distaccato gentiluomo fin dal primo istante. Un romanzo da non perdere per tutti coloro che desiderano ritrovare i luoghi, i personaggi, i dialoghi e le emozioni già conosciuti grazie a Jane Austen, per poter sognare, ancora.

Titolo: Tra dovere e desiderio
Titolo originale: Duty and Desire
Editore: TEA
Pagine: 284
Prezzo: 12,00 €
Il mio voto:
Orgoglio e pregiudizio, amato da milioni di lettori, rivela ben poco dei pensieri e dei sentimenti di Mr. Darcy, l'eroe misterioso e affascinante del capolavoro di Jane Austen. Ora, sullo sfondo dell'epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta di darci una risposta. Rievocando gli eventi narrati dalla Austen, crea una fitta e ricchissima storia parallela, che segue Darcy nel suo incontro con Elizabeth e nel tentativo di superare la forte attrazione che sente nei suoi confronti. Tra dovere e desiderio, il secondo episodio della trilogia, copre il periodo "silenzioso", in cui Darcy, per svago, decide di accettare l'invito a Oxford di un vecchio compagno di studi. Nell'elegante dimora dell'amico dovrà confrontarsi non soltanto con le mire delle signore della buona società inglese, desiderose di trovare marito, tra cui la misteriosa Lady Sylvanie, ma con una serie di intrighi messi in atto dai suoi presunti amici. Per tutti coloro che desiderano continuare a sognare, ancora, tra i luoghi, le situazioni e i personaggi già amati nelle pagine di Jane Austen.

Titolo: Quello che resta
Titolo originale: These Three RemainEditore: TEA
Pagine: 448
Prezzo: 13,00 €
Il mio voto:
Fitzwilliam Darcy, uno dei più amati eroi romantici della letteratura di tutti i tempi, è sempre stato un enigma persino per i lettori più affezionati di Jane Austen. Ora, con il volume conclusivo della trilogia a lui dedicata, Pamela Aidan ci rivela le più minute e nascoste sfumature del tormentato animo del gentiluomo.
Sconvolto dall’inatteso rifiuto di Elizabeth alla sua proposta di matrimonio, narratoci nel secondo episodio della serie, Darcy non trova pace: i sentimenti che lo legano a lei non si sono mai assopiti e un incontro casuale con Elizabeth, in visita nel Derbyshire, gli offre un’inattesa opportunità. Nel frattempo, l’acerrimo e odiato nemico Wickham torna a farsi vivo e a tormentarlo, minacciando anche la serenità della sua amata… Sempre rispettando mirabilmente le atmosfere e lo stile della Austen, l’autrice ci regala un’occasione imperdibile per tuffarsi in quel mondo Regency che hanno imparato a conoscere, e ad amare, nelle pagine di Orgoglio e pregiudizio.
La mia opinione
Su consiglio di una collega ardente fanatica austeniana, questa mia prima estate di lavoro è stata accompagnata dalla lettura della trilogia di Pamela Aidan dedicata a Fitzwilliam Darcy, il fiero, sostenuto e tuttavia amabile protagonista di 'Orgoglio e Pregiudizio'.
La recensione che segue si occupa di tutti i volumi della trilogia e lo fa con un occhio di riguardo per i lettori che già conoscono e amano il romanzo originale a cui il lavoro della Aidan si rifà; perciò, purtroppo, ci sarà qualche 'spoiler', se così vogliamo dire, che proprio non mi è riuscito di evitare, scusate!
Chiunque conosca le vicende dello stranoto romanzo di Jane Austen (anche solo grazie a una delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche o televisive) non può non essersi posto una domanda fondamentale: cosa dannazione passa per la testa dell'impassibile Mr. Darcy nel momento in cui, fuori di sé e quasi contro la propria volontà, finisce per dichiararsi così malamente a Elizabeth Bennett e chiederla addirittura in moglie?! Perché, ammettiamolo, niente e nessuno avrebbe potuto preparare Elizabeth a una tale inaspettata confessione; il gentiluomo non lascia trapelare praticamente nulla dell'ardore che lo muove e al lettore tutto viene suggerito tramite qualche sguardo rubato, commenti casuali su un paio di ammalianti occhi femminili e una serie di conversazioni mal riuscite.
All'annosa questione prova a rispondere la scrittrice americana Pamela Aidan, appassionata e fedele lettrice dell'opera originale che, grazie alla propria impresa, riesce a dare voce al personaggio maschile più amato di sempre dal popolo femminile di ogni dove!
Ho deciso di recensire insieme tutta la trilogia perché ritengo che i tre volumi non possano vivere separati: l'opera della Aidan si sviluppa in un crescendo di aspettative per il lettore che già conosce il lavoro austeniano e non si riesce quasi a mettere giù i libri, che personalmente ho divorato, per il desiderio di rivivere alcune delle scene più amate di 'Orgoglio e Pregiudizio'.
In 'Per orgoglio o per amore' viene rivissuto l'incontro tra Mr. Darcy ed Elizabeth a Netherfield e l'inaspettato sorgere della passione del gentiluomo per la giovane Miss Bennett. Il secondo volume, 'Tra dovere e desiderio', vede Darcy impegnato nella propria battaglia personale per allontanarsi prima dall'Hertfordshire e poi dallo spettro stesso del suo desiderio per Elizabeth, tanto da auspicare per sé di trovare una moglie durante una lunga festa nella casa di campagna di un vecchio amico a cui decide di partecipare (e in questo modo l'autrice si allontana, per quasi metà del romanzo, dalla traccia austeniana). 'Quello che resta', infine, ricostruisce tutti i momenti più salienti del rapporto fra il nostro protagonista e la sua bella, dall'imbarazzante confessione a Rosings al felice finale.
In particolare, il terzo volume è davvero ben riuscito: dopo la lunga digressione di 'Tra dovere e desiderio' è davvero un piacere tornare sui binari ben rodati dell'opera originale e la Aidan riesce a descrivere brillantemente il cambiamento che avviene nel carattere di Darcy dopo il bruciante secco rifiuto di Elizabeth.
L'autrice dedica davvero molte energie alla caratterizzazione del suo protagonista e tuttavia riesce a dare spazio anche a personaggi poco caratterizzati in 'Orgoglio e Pregiudizio' quali Georgiana e il colonnello Fitzwilliam, cugino di Darcy. Oltre a ciò, aggiunge altre figure nel tentativo di dare ulteriore spessore alla trama, non sempre purtroppo raggiungendo lo scopo.
Perché, in effetti, la trilogia di 'Fitzwilliam Darcy, gentiluomo' non è del tutto priva di difetti. Innanzitutto, ho personalmente trovato quasi esilarante il tono con cui Mr. Darcy descrive i pregi di un'Elizabeth a lui praticamente sconosciuta fin dalle prime pagine di 'Per orgoglio o per amore', anche se con il senno di poi immagino sia stata una scelta voluta dalla stessa autrice per sottolineare il diverso tipo di sentimento che si sviluppa nel suo protagonista con il procedere degli eventi (tuttavia, per quanto giustificabile, davvero da Mr. Darcy non mi sarei mai aspettata tali e tante imbarazzanti sdolcinatezze!). Secondariamente, la lunga digressione del secondo volume non aggiunge molto all'opera nell'insieme e, anzi, finisce quasi per irritare il lettore (o perlomeno, con me lo ha fatto..!).
In definitiva, comunque, mi sento di consigliare la trilogia agli appassionati del capolavoro austeniano, anche solo per togliersi lo sfizio di conoscere una delle innumerevoli versioni possibili dell'affascinante Fitzwilliam Darcy. E, perché no, farsi pure qualche risata!
giovedì 5 settembre 2013
WWW Wednesday (Nageki)
Buon Mercoledì a tutti!! rieccomi a voi con la consueta rubrica settimanale :) ho quasi riacquistato il mio solito ritmo per quanto riguarda la lettura, ho finito alcuni romanzi e ne sto iniziando di nuovi. Ma diamo subito inizio al www Wednesday! buona lettura!!
- Cosa stai leggendo in questo periodo?
Giusto ieri sera ho iniziato "Miss Julia dice la sua" di Ann B. Ross. Si tratta del primo volume della serie, ma ne ho lette pochissime pagine quindi mi è impossibile lasciarmi andare con commenti ed impressioni.
Sto leggendo anche "Il velo che ricopre le tenebre", un romanzo che mi è stato inviato dal gentilissimo Gerardo Guerra. Ho letto il primo capitolo e per ora il mio giudizio è positivo, in realtà volevo leggerne solo un paio di pagine perché dovevo preparare un esame, ma devo dire che mi ha incuriosita ed ho finito per continuare oltre.
Ho iniziato anche "Lui è tornato" di Vermes e per il momento non mi dispiace.
Avrei voluto iniziare anche Jane Eyre ma è meglio non esagerare. Insomma, esagerare è una mia caratteristica quando si parla di libri: non so mai quale iniziare! - Quale libro hai appena terminato?
Ieri sera ho terminato "Warm bodies" di Isaac Marion, una vera sorpresa dal momento che non gli
avrei dato una lira. Devo confessarvi che Marion ha un modo di scrivere che mi ha catturata sin dalle prime pagine, cosa incredibile se penso che ho criticato questo libro per mesi. Gente, non criticate un romanzo senza prima immergervi tra le sue pagine, potreste fare scoperte sorprendenti!
Finalmente ho terminato anche "Shadowhunters - Città di ossa". Dico finalmente perché non mi è piaciuto, l'ho trovato banale e scritto malissimo. Insomma, di sicuro non continuerò la saga ma non vogliatemene. Prossimamente io e LadyDraculia pubblicheremo la nostra doppia recensione con pareri diametralmente opposti: non perdetevela! - Cosa pensi leggerai dopo?
Quasi sicuramente "Il battello del delirio" di George R. Martin e "Il più grande uomo scimmia del pleistocene" di Roy Lewis. Una curiosità: quest'ultimo libro giace nella mia libreria da anni ed anni, me lo regalò mia madre quando ero ancora una ragazzina ma non l'ho mai letto perché a suo tempo la lettura non mi interessava. La scuola è stata capace di insegnarmi l'odio per la lettura, per fortuna mia mamma è riuscita a trasmettermi il suo amore per i libri e gliene sono immensamente grata.

mercoledì 4 settembre 2013
Intervista + Recensione Sotto un Sole Nero (Ivano Mingotti) (Lady Draculia)
Con immenso piacere oggi vi proponiamo una nuovissima intervista e un grande autore emergente:
Ivano Mingotti, classe 88, lavora per Esselunga spa come commesso. Pubblica nel 2009 ''Storia di un boia'', con Kimerik editore. Con questo romanzo parteciperà in seguito al Moonlight Festival 2011. Nel 2010 è il turno di ''Solo gli Occhi'', sempre con Kimerik. Nel 2011, il 10 agosto, esce ''Stati Uniti d'Aspirina'', ideale sequel di Solo gli Occhi, edito da Zona Editore. Nel dicembre 2011 viene pubblicato ''Sotto un sole nero'', con Ded'a edizioni.
Ed è proprio "Sotto un sole nero" il protagonista del nostro spazio
In un presente alternativo, un governo totalitario sembra gestire la vita dell’intera popolazione umana. I “cittadini” vivono in un regime di terrore e di ferree regole dettate dal Ductor. Apparentemente salvatore della specie, dopo il disastro ecologico, il Ductor “protegge” il popolo sotto un sole nero, nel silenzio e nell’alienazione in cui sono ridotti, sotto un regime che marcia per le strade “Per la pace. Per la quiete. Per il sangue dei nemici”. Ma un’ulteriore minaccia da parte di invasori esterni sembra minare questo equilibrio. Nove vite si intrecciano, ci raccontano e ci conducono verso un epilogo inaspettato.
Devo fare una premessa per questa bella intervista: Ivano mi ha inviato il suo romanzo del tutto gratuitamente affinchè lo leggessi e ne stilassi una recensione. Desidero di cuore ringraziare Ivano Mingotti per la simpatia, il sorriso e la cortesia con i quali ha sopportato l'annuncio del mio giudizio negativo alla sua opera. Dalle piccole cose, davvero dalle più piccole, si comprende il talento e la grandezza di una persona. Stima immensa. Grazie Ivano!
L'intervista
Ed eccoci qui finalmente! E' la seconda occasione per "il profumo delle pagine stampate" di avere come ospite uno scrittore e non possiamo che esserne lusingate! Sono sempre esperienze bellissime che ci permettono di andare "dietro la penna" e scoprire personalità davvero magiche! Ma iniziamo immediatamente a "tormentare" Ivano Mingotti: ciao Ivano!! Benvenuto nel nostro semplice blog! Vogliamo ringraziarti fino alla nausea per la tua partecipazione e vogliamo iniziare immediatamente con una domanda buciapelo: com'è nata la tua passione per la scrittura?
In realtà non è nata, mi si è imposta. Credo che ciò venga dal fatto che mi è stato insegnato molto precocemente a scrivere, e che questo è diventato il mio mezzo preferito e prevalente di espressione. Anche se non sono affatto un introverso, o almeno, non completamente. Diciamo che riesco ad esprimere scrivendo più di quanto riesca ad esprimere dicendo. Il punto è questo.
Come ti capisco! In innumerevoli occasioni scrivere è il mezzo necessario con il quale riesco esprimermi completamente.. "Sotto un Sole Nero" è un romanzo distopico molto particolare: cosa ti ha ispirato?
In realtà non c'è stata una particolare ispirazione. I miei libri nascono così, da piccoli impulsi, scene che mi si presentano agli occhi, sensazioni, insomma, non da una voglia precisa o da un impianto preciso. Nella fattispecie Sotto un sole nero è nato da una frase di mia sorella a tavola - che non ricordo -, che ha scatenato poi un susseguirsi a catena di altri ragionamenti.
Quindi è nato spontaneamente, è una bella cosa! Se dovessi scegliere una colonna sonora per questa tua opera, quale sarebbe?
Sceglierei The wall dei Pink Floyd. Direi che ci si abbina bene.
Sono d'accordo! Credo che l'avrei scelta anch'io. Curiosando qua e là ci sono alcune pagine letterarie in internet che sostengono che gli autori che si autopubblicano e che pagano quindi per immettere in commercio il proprio libro non possono considerarsi scrittori e, di conseguenza, il loro libro non è un libro, cosa ne pensi?
Sono assolutamente contrario alla pubblicazione a pagamento, da considerare però diversa dall'autopubblicazione: nell'autopubblicazione non si paga nessuno, è come andare in tipografia e stamparsi un numero di copie ad uso proprio di una cosa.
Resto comunque del pensiero che le cose siano diverse, e seguano percorsi diversi: ciò che caratterizza un libro, e ciò che caratterizza un autore, non è tanto il modo in cui viene pubblicato, ma il modo in cui viene usato, in cui è fruito. Se un autore viene letto, se un libro viene letto, e se riesce a veicolare un messaggio, un ''Dentro'' di una persona in un'altra, allora è un Libro, allora è un Autore.
Con questo quindi assimilo libri a pagamento che magari non dovrebbero 'uscire' ai libri delle grandi editrici pubblicati solo perchè 'opera' - chissà quanto poi - di grandi nomi della televisione o dello spettacolo.
Siamo sulla stessa onda di pensiero. Sono sempre molto curiosa di conoscere i gusti letterari degli ospiti de "il profumo delle pagine stampate", vuoi dirci cosa ami in particolare?
In questo periodo sto adorando Kundera e Grossman. Ovviamente devo citare anche Dick, Huxley ed Orwell, ma nonostante continuino ad assimilare il mio romanzo alle opere di questi autori, devo dire che non ne sono stato influenzato, non ho colto da loro stile o messaggi. O almeno non volontariamente.
Sono comunque grandissimi della letteratura perciò devi ritenerti estremamente lusingato :D A questo proposito c'è un autore al quale vorresti somigliare o dal quale prendi spunto per le tue opere?
No, io credo che la scrittura debba essere personale, o non porta niente. Un libro è un Libro quando aggiunge al mondo qualcosa, anche se qualcosa di piccolo. Quindi per me l'imitazione non è corretta, non è un mezzo valido. Preferisco il perfezionamento personale attraverso l'esercizio e la pratica, cosa che può non solo migliorare lo stile, ma anche la persona stessa, mettendo in luce significati profondi molto spesso nascosti a sé stessi.
C'è un infinito enorme in ognuno di noi, perchè guardare al limitato che è fuori? E premetto che non è presunzione, è solo logica.
Non la trovo assolutamente una frase presuntuosa, anzi! Sono sempre la prima a credere che in ognuno di noi esiste la forza per fare qualunque cosa, ma spesso ci si constringe a non superare "il limite". Sei una persona molto sportiva e corretta, quando ti ho annunciato che la mia recensione non sarebbe stata "da 5 stelle" mi hai risposto con un sorriso e con lo stesso entusiasmo di sempre: credi che siano più importanti i giudizi negativi o quelli positivi (sperando sempre che siano costruttivi in entrambi i casi)?
Credo che siano importanti i giudizi. Vuol dire che il libro è stato fruito, letto. E quando un libro è letto è un libro vivo.
Come diceva qualcuno, bene o male, è importante che se ne parli.
Ovviamente preferisco le critiche all'entusiasmo falso, ma bisogna anche dire che un libro non può piacere a tutti: se piace a tutti o ha estremamente fallito, o è il libro migliore mai esistito. Ma non credo possa mai esistere un libro del genere.
Se ci pensiamo, anche i grandi capolavori dell'umanità sono criticati, come un piccolo, insignificante romanzo può essere lodato. E tutto in piena sincerità. Basta dare un occhio su Anobii, si rimane sempre molto sorpresi.
Devo dire che Sotto un sole nero è piaciuto, è piaciuto molto, e non è piaciuto.
Ma la cosa che più mi soddisfa è che è stato letto.
Verissimo! Ritengo che ogni lettore viva un libro con le proprie emozioni, sensazioni e anche con gli occhi interiori. Ciò non significa che un romanzo sia necessariamente brutto o viceversa bellissimo, semplicemente sono punti di vista. Chi e perchè dovrebbe leggere "Sotto un sole nero"?
Penso possa rientrare nella categoria di libri per tutti, diciamo dai ragazzi in su. Penso sia molto importante insegnare alle giovani generazioni cosa voglia dire il totalitarismo, cosa voglia dire la dittatura, cosa sia la libertà.
Bisognerebbe ricordarsene costantemente, ricordarsi della storia e del passato.
E di quello che potrebbe essere ora, che potrebbe esserci ora. O forse c'è.
Pienamente d'accordo su questo, lotto sempre affinchè i giovani comprendano molte cose del nostro passato storico, che poi tanto lontano non è. E' essenziale. Ivano, sei stato una persona deliziosa e desideriamo che tu possa tornare presto a trovarci! Ti auguriamo tantissimi successi in ogni ambito della vita! Grazie per essere stato con noi e di averci regalato il tuo tempo.
Grazie a voi! E speriamo di rileggerci presto!
Il Profumo delle pagine stampate vi ricorda che potete seguire Ivano sul suo blog ufficiale QUI
In realtà non è nata, mi si è imposta. Credo che ciò venga dal fatto che mi è stato insegnato molto precocemente a scrivere, e che questo è diventato il mio mezzo preferito e prevalente di espressione. Anche se non sono affatto un introverso, o almeno, non completamente. Diciamo che riesco ad esprimere scrivendo più di quanto riesca ad esprimere dicendo. Il punto è questo.
Come ti capisco! In innumerevoli occasioni scrivere è il mezzo necessario con il quale riesco esprimermi completamente.. "Sotto un Sole Nero" è un romanzo distopico molto particolare: cosa ti ha ispirato?
In realtà non c'è stata una particolare ispirazione. I miei libri nascono così, da piccoli impulsi, scene che mi si presentano agli occhi, sensazioni, insomma, non da una voglia precisa o da un impianto preciso. Nella fattispecie Sotto un sole nero è nato da una frase di mia sorella a tavola - che non ricordo -, che ha scatenato poi un susseguirsi a catena di altri ragionamenti.
Quindi è nato spontaneamente, è una bella cosa! Se dovessi scegliere una colonna sonora per questa tua opera, quale sarebbe?
Sceglierei The wall dei Pink Floyd. Direi che ci si abbina bene.
Sono d'accordo! Credo che l'avrei scelta anch'io. Curiosando qua e là ci sono alcune pagine letterarie in internet che sostengono che gli autori che si autopubblicano e che pagano quindi per immettere in commercio il proprio libro non possono considerarsi scrittori e, di conseguenza, il loro libro non è un libro, cosa ne pensi?
Sono assolutamente contrario alla pubblicazione a pagamento, da considerare però diversa dall'autopubblicazione: nell'autopubblicazione non si paga nessuno, è come andare in tipografia e stamparsi un numero di copie ad uso proprio di una cosa.
Resto comunque del pensiero che le cose siano diverse, e seguano percorsi diversi: ciò che caratterizza un libro, e ciò che caratterizza un autore, non è tanto il modo in cui viene pubblicato, ma il modo in cui viene usato, in cui è fruito. Se un autore viene letto, se un libro viene letto, e se riesce a veicolare un messaggio, un ''Dentro'' di una persona in un'altra, allora è un Libro, allora è un Autore.
Con questo quindi assimilo libri a pagamento che magari non dovrebbero 'uscire' ai libri delle grandi editrici pubblicati solo perchè 'opera' - chissà quanto poi - di grandi nomi della televisione o dello spettacolo.
Siamo sulla stessa onda di pensiero. Sono sempre molto curiosa di conoscere i gusti letterari degli ospiti de "il profumo delle pagine stampate", vuoi dirci cosa ami in particolare?
In questo periodo sto adorando Kundera e Grossman. Ovviamente devo citare anche Dick, Huxley ed Orwell, ma nonostante continuino ad assimilare il mio romanzo alle opere di questi autori, devo dire che non ne sono stato influenzato, non ho colto da loro stile o messaggi. O almeno non volontariamente.
Sono comunque grandissimi della letteratura perciò devi ritenerti estremamente lusingato :D A questo proposito c'è un autore al quale vorresti somigliare o dal quale prendi spunto per le tue opere?
No, io credo che la scrittura debba essere personale, o non porta niente. Un libro è un Libro quando aggiunge al mondo qualcosa, anche se qualcosa di piccolo. Quindi per me l'imitazione non è corretta, non è un mezzo valido. Preferisco il perfezionamento personale attraverso l'esercizio e la pratica, cosa che può non solo migliorare lo stile, ma anche la persona stessa, mettendo in luce significati profondi molto spesso nascosti a sé stessi.
C'è un infinito enorme in ognuno di noi, perchè guardare al limitato che è fuori? E premetto che non è presunzione, è solo logica.
Non la trovo assolutamente una frase presuntuosa, anzi! Sono sempre la prima a credere che in ognuno di noi esiste la forza per fare qualunque cosa, ma spesso ci si constringe a non superare "il limite". Sei una persona molto sportiva e corretta, quando ti ho annunciato che la mia recensione non sarebbe stata "da 5 stelle" mi hai risposto con un sorriso e con lo stesso entusiasmo di sempre: credi che siano più importanti i giudizi negativi o quelli positivi (sperando sempre che siano costruttivi in entrambi i casi)?
Credo che siano importanti i giudizi. Vuol dire che il libro è stato fruito, letto. E quando un libro è letto è un libro vivo.
Come diceva qualcuno, bene o male, è importante che se ne parli.
Ovviamente preferisco le critiche all'entusiasmo falso, ma bisogna anche dire che un libro non può piacere a tutti: se piace a tutti o ha estremamente fallito, o è il libro migliore mai esistito. Ma non credo possa mai esistere un libro del genere.
Se ci pensiamo, anche i grandi capolavori dell'umanità sono criticati, come un piccolo, insignificante romanzo può essere lodato. E tutto in piena sincerità. Basta dare un occhio su Anobii, si rimane sempre molto sorpresi.
Devo dire che Sotto un sole nero è piaciuto, è piaciuto molto, e non è piaciuto.
Ma la cosa che più mi soddisfa è che è stato letto.
Verissimo! Ritengo che ogni lettore viva un libro con le proprie emozioni, sensazioni e anche con gli occhi interiori. Ciò non significa che un romanzo sia necessariamente brutto o viceversa bellissimo, semplicemente sono punti di vista. Chi e perchè dovrebbe leggere "Sotto un sole nero"?
Penso possa rientrare nella categoria di libri per tutti, diciamo dai ragazzi in su. Penso sia molto importante insegnare alle giovani generazioni cosa voglia dire il totalitarismo, cosa voglia dire la dittatura, cosa sia la libertà.
Bisognerebbe ricordarsene costantemente, ricordarsi della storia e del passato.
E di quello che potrebbe essere ora, che potrebbe esserci ora. O forse c'è.
Pienamente d'accordo su questo, lotto sempre affinchè i giovani comprendano molte cose del nostro passato storico, che poi tanto lontano non è. E' essenziale. Ivano, sei stato una persona deliziosa e desideriamo che tu possa tornare presto a trovarci! Ti auguriamo tantissimi successi in ogni ambito della vita! Grazie per essere stato con noi e di averci regalato il tuo tempo.
Grazie a voi! E speriamo di rileggerci presto!
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La mia opinione
In primis devo ammettere che non è assolutamente il mio genere e forse non lo avrei mai letto di mia spontanea volontà, nonostante io ami moltissimo i libri riguardanti l'olocausto e la seconda guerra mondiale (di conseguenza molto toccanti e duri), Sotto un sole nero non mi è piaciuto, ma la causa non è dovuta alla storia in sé, bensì alla sua struttura: un invasione di frasi minime: soggetto + verbo + complemento + qualche aggettivo + punto. Un continuo di anafore e asindeti esasperanti. Per un attimo ho sentito quell'irrefrenabile necessità di afferrare la matita virtuale (si tratta di un formato elettronico) per cambiare la punteggiatura, introdurre qualcosa. Probabilmente il senso di oppressione è voluto e sicuramente è reso perfettamente da questa scelta costruttiva. Come dico sempre: "chi sono io per giudicare lo stile di uno scrittore?" e come diceva la mia insegnante di italiano alle scuole superiori "la punteggiatura è qualcosa di personale, ognuno di noi interpreta le proprie frasi anche attraverso le virgole ed i punti e correggerli non è sempre detto che sia corretto, almeno non del tutto".
In questo romanzo distopico fin dall'inizio non c'è nulla di veramente chiaro: ci si ritrova sotto un regime totalitario di controllo dove la quotidianità è fatta di silenzio, di sguardi inquisitori, di parole non dette. Il libro pare suddiviso in brani, nel primo troviamo Lucas, un ragazzo gay costretto a nascondere le sue inclinazioni per paura d'essere ucciso. Poi tutto ad un tratto si parla di torture (perchè? Forse questi "soldati" di regime in stile gestapo, han scoperto l'omossesualità del ragazzo? Non si sa...) dopodiché ci troviamo di fronte ad una bimba che assiste al malmenamento della madre con una freddezza agghiacciante. Poi boh. Casa distrutta, macerie, silenzio. Nuova scena: la ragazzina viene portata via dal padre e si marcia. Ora però c'è un nuovo personaggio a raccontare l'orrore: un soldato con il senso del dovere.
E siamo nuovamente catapultati in una specie di parata, una manifestazione del "regime" e poi uno scenario di guerra, di punto in bianco, con descrizioni quasi crude che a me sono parse più un ricordo dei i peggiori scenari della guerra del Vietnam o quella in Afghanistan.
Ancora altri personaggi.
Ho faticato a terminare Sotto un sole nero a causa della pesantezza narrativa che mi ha portata alla noia.
Dopo la chiacchierata con Ivano devo dire che molti punti nella mia testa hanno trovato chiarezza, ma resto del mio giudizio.
Ci sono alcuni buoni spunti comunque: fa riflettere sulla crudeltà dell'uomo, sul disprezzo, sulla follia di un regime guidato da un pazzo...
E siamo nuovamente catapultati in una specie di parata, una manifestazione del "regime" e poi uno scenario di guerra, di punto in bianco, con descrizioni quasi crude che a me sono parse più un ricordo dei i peggiori scenari della guerra del Vietnam o quella in Afghanistan.
Ancora altri personaggi.
Ho faticato a terminare Sotto un sole nero a causa della pesantezza narrativa che mi ha portata alla noia.
Dopo la chiacchierata con Ivano devo dire che molti punti nella mia testa hanno trovato chiarezza, ma resto del mio giudizio.
Ci sono alcuni buoni spunti comunque: fa riflettere sulla crudeltà dell'uomo, sul disprezzo, sulla follia di un regime guidato da un pazzo...
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