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sabato 24 agosto 2013

Recensione: Stupore e tremori (Amélie Nothomb)


Titolo: Stupore e tremori
Titolo originale: Stupeur et tremblements
Autore: Amélie Nothomb
Editore: Le Fenici
Pagine: 128
Prezzo: 7,65€

Il mio voto




È il racconto corrosivo e surreale di un anno di lavoro in una grande multinazionale giapponese, la Yumimoto: la giovane neoassunta Amélie, felice di aver realizzato il sogno di lavorare nel paese in cui è nata, si trova alle prese con la ferocia degli automatismi della burocrazia aziendale nipponica, dapprima incerta di fronte agli insensati soprusi dei superiori, poi sempre più disincantata, quasi irridente nel proseguire la sua impresa, che si rivela una catartica discesa agli inferi dell'umiliazione, un'esperienza di degrado assoluto vissuta con il sorriso beffardo di chi non riesce a sentire offesa la propria dignità. E tra tutti gli spettatori della sua incredibile parabola, spicca la figura flessuosa e bellissima di Fubuki...


La mia opinione

Amélie Nothomb da ragazza
Oggi mi trovo a recensire un libretto di poco più di 100 pagine che ho divorato in poche ore, un romanzo a cui avevo inizialmente attribuito quattro stelle, salvo poi cambiare idea dopo qualche giorno. Diciamocelo: un romanzo capace di ipnotizzarti fino a lettura ultimata, facendoti ridere ed al tempo stesso riflettere sulle enormi differenze culturali tra Occidente e Oriente merita il massimo dei voti. E non crediate che sia tutto,
perché la Nothomb mi ha stregata con il suo stile graffiante, sarcastico, pungente e mai lamentoso, nemmeno quando qualsiasi essere umano costretto a subire le stesse angherie a lei riservate avrebbe finito per gettare la spugna. Ecco, diciamo che nel mio giudizio si riflette anche una certa dose di stima e rispetto per una ragazza che ha saputo stringere i denti ed affrontare le peggiori umiliazioni con una determinazione di cui non tutti sono provvisti.

I fatti narrati nel libro risalgono al 1990, anno in cui l'autrice fu assunta come interprete presso una delle multinazionali più importanti del Giappone, la sua terra d'origine e luogo in cui il suo cuore aveva continuato a battere anche dopo il rientro in Europa. Già dalle prime parole della Nothomb veniamo messi a conoscenza dei rapporti gerarchici in vigore nella società giapponese:

"Il signor Haneda era il capo del signor Omochi, che era il capo del signor Saito, che era il capo della signorina Mori, che era il mio capo. E io non ero il capo di nessuno.
Si potrebbe dire diversamente. Io ero agli ordini della signorina Mori, che era agli ordini del signor Saito, e così di seguito, con la precisazione che gli ordini verso il basso potevano saltare i gradini della scala gerarchica.
Per cui, alla Yumimoto, io ero agli ordini di tutti"

Ed è a partire dal momento in cui Amélie mette piede all'interno della Yumimoto che ci si rende conto delle differenze culturali con cui dovrà fare i conti nel corso del prossimo anno. Ovviamente esiste un modo per sopravvivere ed è appunto quello di accettare le cose come stanno, sottomettendosi alla tirannia dei propri superiori, quasi calpestando la propria dignità per rivolgersi con "stupore e tremore" a coloro che occupano i gradini più alti della scala sociale. Già a partire dal Giappone imperiale era consuetudine rivolgersi all'imperatore con deferenza, mostrandosi quasi impauriti, come fossimo al cospetto di una divinità.





Il tuo superiore ti affida incarichi che sono tutto fuorché consoni all'incarico per il quale sei stata assunta? ti viene chiesto di fare, rifare e tornare a fare pacchi di fotocopie poi cestinate per futili motivi? sei costretta a trascorrere intere mattinate senza muovere un dito perché nessuno sembra curarsi della tua presenza? o ancora peggio, vieni derisa perché straniera, tanto da farti dare della minorata mentale? calma e sangue freddo, non sei il capo di nessuno, china il capo di fronte al tuo superiore perché mettere in dubbio la sua parola è fuori discussione.

La locandina del film
Ad avermi fatta riflettere non è stato solo il palese mobbing di cui è stata vittima la Nothomb, ma anche il razzismo che sembra portare i giapponesi a considerarsi un popolo a parte. Una bianca non può dimostrare di saper parlare il giapponese, pena il disagio del personale dell'ufficio che alla fine impone all'autrice di disimparare la lingua. Spesso e volentieri gli occidentali vengono definiti esseri dotati di un'intelligenza inferiore, poco propensi a prendere seriamente il lavoro ed addirittura sporchi. Si, perché gli impiegati della Yumimoto si mostrano scandalizzati di fronte ad uno straniero colpevole di sudare, tanto da criticarlo perché con la sua presenza rende irrespirabile l'atmosfera.

Ora, io non sono mai stata in Giappone (sebbene il paese mi affascini ed una visita rientra nei miei sogni ormai da anni), non ho amici giapponesi che possano confermare o smentire quanto riportato all'interno del libro ma i fatti narrati non mi sembrano frutto di qualche licenza poetica dell'autrice. Basta soffermarsi a pensare all'Italia, soltanto il mese scorso un politico ha paragonato l'attuale ministro dell'integrazione ad un orango, il che è tutto dire. Non parliamo poi dell'ormai consolidata consuetudine di rivolgersi agli stranieri senza utilizzare forme di cortesia quali il lei, non so voi ma a me capita di notarlo piuttosto spesso e la cosa mi indispettisce non poco. Vi dirò di più. Per qualche tempo ho lavorato presso una nota agenzia interinale e gli addetti mi avevano insegnato a fare un distinguo tra i curriculum degli italiani e quelli degli stranieri, poco importa se questi ultimi sapessero parlare anche quattro lingue e si presentassero anche meglio di tanti nostri connazionali.

Passiamo infine alle critiche, perché sia io che Fiefiefifi ci siamo poste un paio di domande. Innanzitutto siamo rimaste basite di fronte alle scarse capacità della Nothomb nello svolgere compiti davvero semplici. Mi sono chiesta se non lo facesse apposta, perché eseguire qualche conto con la calcolatrice riesce anche alla sottoscritta, sebbene i miei voti in matematica non siano mai e dico mai arrivati alla sufficienza (anzi, molto
Una scena tratta dal film
spesso si sono impantanati a livelli che preferisco non esporre per non farmi ridere dietro). Vogliamo parlare del dover ricopiare delle cifre? la stessa Fubuki, capo dell'autrice presso la Yumimoto, ha definito il compito come adatto alle scarse capacità intellettive della Nothomb. Eppure anche in questo caso la nostra autrice è riuscita a dar vita a disastri che hanno richiesto intere giornate di lavoro per rivedere calcoli e correggere registri contabili. Insomma, più volte mi sono domandata se stesse davvero cercando di sabotare l'azienda, se fosse più impedita della sottoscritta a contatto con i numeri (e credetemi, ce ne vuole!) o se queste parti siano state romanzate ed esasperate al fine di divertire il lettore. Del resto lo stesso denudarsi, fare la verticale e dormire tra i rifiuti ha fatto suonare qualche campanello d'allarme.

Messi da parte questi miei pensieri, mi sento di consigliarvi questo breve romanzo, soprattutto se come me avete una passione per il paese del sol levante. Ripeto, si tratta di poche pagine scritte in modo frizzante e scorrevole, non una denuncia lamentosa ma piuttosto una presa di coscienza delle differenze culturali esistenti tra Oriente e Occidente.

Vi ricordo inoltre che da questo romanzo è stato tratto un film che potete trovare in francese e giapponese con sottotitoli in italiano. Non resterete delusi in quanto il regista si è manteuto morbosamente fedele al libro.

Potete acquistare "Stupore e tremori" su Amazon in formato cartaceo oppure e-book.


giovedì 22 agosto 2013

In my mailbox (Nageki)

Lo confesso, ultimamente ho esagerato non poco per quanto riguarda i libri dal momento che ne avrò comperati all'incirca una decina. Contate però che non sono andata da nessuna parte, nemmeno per un giorno, di conseguenza credo di essermi meritata un minimo di piacere letterario, non trovate? rimedierò il prossimo anno cercando di concedermi almeno una settimana al mare e, spese permettendo, non mi piacerebbe riuscire a trascorrere una settimana in Inghilterra questa primavera, ma vedremo. Per il momento vi lascio con i miei ultimi acquisti, avete letto qualcuno dei miei nuovi bambin..ehm...libri? :)


Shadowhunters - Città di ossa (Cassandra Clare) 

La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.


La ragazza gigante della contea di Aberdeen (Tiffany Baker)

Prima che Truly Place venisse alla luce, l'intera cittadina di Aberdeen si era riunita per scommettere sul peso di quel nascituro che era stato capace di deformare in modo così imponente il ventre della madre. La donna purtroppo non sopravvive al parto ma consegna al mondo una bambina che comincia a pagare, sin dal primo vagito, il prezzo della sua enormità. Persino il padre non perdona a Truly di essere rimasto da solo a prendersi cura di lei e della sorella maggiore che, per un beffardo scherzo del destino, è l'incarnazione della perfezione femminile. Così, mentre le incredibili dimensioni di Truly la rendono oggetto di curiosità e umiliazioni costanti, la bellezza di Serena Jane la trasforma nell'ossessione di Bob Bob Morgan, il giovane rampollo del più antico clan dei dottori di Aberdeen. Quando Truly scopre il libro delle ombre, un compendio di stregonerie vecchio di secoli e custodito segretamente dalla famiglia Morgan, Bob Bob matura un interesse sospetto per la ragazza gigante che si sta avvicinando pericolosamente ad una verità così enorme da farla apparire minuscola. Il destino costringerà ancora Truly Place ad affrontare i propri demoni, a ridefinire la pietà e a mettere in conto che il vero amore non possa essere ordinato entro certe dimensioni.


Miss Charity (Marie-Aude Murail)

Charity è una bambina. È come tutti i bambini, piena di curiosità, assetata di contatti umani, di parole e di scambi. Vuole creare e partecipare alla vita del mondo. Purtroppo, però, una ragazzina della buona società inglese dell'800 deve tacere, non mostrarsi troppo, salvo che in chiesa. Gli adulti che la circondano non fanno attenzione a lei, le sue sorelline sono morte. Allora Charity si rifugia al terzo piano del suo palazzo borghese in compagnia della servitù. Per non morire di noia, alleva dei topini nella nursery, veste un coniglietto, studia dei funghi al microscopio, impara Shakespeare e disegna incessantemente dei corvi, con la speranza che un giorno succeda qualcosa. Così comincia la vita di Charity Tiddler, ragazzina prima e donna poi che fa della libertà un principio di vita e in nome di questa sovverte tutte le regole borghesi della vita vittoriana. Un romanzo attuale nel tema, anche se di ambientazione ottocentesca, in cui l'ironia, il pettegolezzo, un certo tipo di società snob e talvolta grottesca nella sua smania per le apparenze portano la chiara cifra di una Jane Austen contemporanea.


Il battello del delirio (George R. Martin)

Fiume Mississippi, 1857. Il ghiaccio di un gelido inverno ha appena distrutto la flotta commerciale del capitano Abner Marsh. Privo di assicurazione, il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato. Ma ecco che, inaspettatamente, un bizzarro straniero di nome Joshua York si offre di rilevare la metà della sua compagnia di navigazione in rovina, mettendo sul piatto una cifra spropositata. Ma non è tutto. York intende investire il proprio denaro nella costruzione del battello più lussuoso, più bello e soprattutto più veloce che abbia mai solcato le torbide acque del Mississippi, e per di più ne offre il comando al capitano Marsh. L'unica condizione posta da York è semplice: gli ordini da lui impartiti saranno pochi, ma per quanto strani o assurdi possano sembrare, ogni qual volta verranno emanati, Marsh dovrà assicurarsi che essi vengano eseguiti alla lettera, senza fare domande. E così il nuovo gioiello del fiume, battezzato Fevre Dream, inizia il suo viaggio. Tuttavia, man mano che il battello discende il tortuoso corso del Mississippi, Marsh prende a insospettirsi sempre più. Perché il misterioso York si fa vedere soltanto di notte? Come mai lui e i suoi amici si dissetano ogni sera col disgustoso vino nerastro della sua riserva privata? Quando la verità sarà finalmente rivelata, il capitano dovrà scegliere da che parte stare...


Miss Julia dice la sua (Ann B. Ross)

Miss Julia è una sessantenne da poco rimasta vedova. Donna del Sud, educata a non avere opinioni diverse da quelle del marito, o quantomeno a non esprimerle, ha passato quarant'anni di vita matrimoniale con Wesley Lloyd Springer, banchiere, noioso, precisino, integerrimo. È morto d'infarto, Wesley Lloyd, e Miss Julia l'ha trovato stecchito nella sua lussuosa auto sul vialetto di casa. Certamente è stato uno shock. Un altro shock è stato scoprire di essere diventata ricchissima: abituata alla parsimonia del marito, non aveva davvero idea di quanti soldi avesse Wesley Lloyd. Ma sembra che si stia riprendendo piuttosto bene dalla sorpresa. È dunque con animo sereno che una calda mattina va ad aprire la porta di casa: una donna ha suonato il campanello, di certo vuole venderle qualcosa. Ma la donna - "tacchi troppo alti, un abito troppo corto e capelli troppo gialli" - vuole solo lasciarle un ragazzino, il figlio del marito! Inizia così questo romanzo, il primo di una serie dedicata a Miss Julia. Donna apparentemente tutta d'un pezzo, Miss Julia affascina per la sua capacità di cambiare opinione, d'interrogarsi, di cercare, dopo anni di passività, di prendere in mano la propria vita. Se vuoi che una cosa sia fatta bene, devi farla tu, questo è il suo motto. E nella serie di imprevisti e incidenti, in cui precipita la sua vita dalla comparsa del figlio e dell'amante del marito, questo motto diventa la sua guida.


Warm bodies (Isaac Marion)

R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con...


Il mondo di Belle (Kathleen Grissom)

Un'enorme dimora avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d'aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia. Pyke ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l'ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione. Un modo come un altro per passare all'incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare. Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio. Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un'attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni. Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell'abisso che separa la casa padronale dall'universo delle cucine...


Lui è tornato (Timur Vermes)

Ricordate Le memorie di Schmeed di Woody Allen?: “Nella primavera del 1940, una grossa Mercedes venne a fermarsi davanti al mio negozio di barbiere al 127 di Königsstrasse ed entrò Hitler. ‘Voglio una spuntatina leggera’ disse ‘e non tagliatemi molto sopra.’ ’’ Schmeed, il barbiere del Reich, depositario dei segreti del Führer. Ecco: il romanzo di Timur Vermes sembra rimandare alla comicità di Allen. È l’estate del 2011. Adolf Hitler si sveglia in uno di quei campi incolti e quasi abbandonati che ancora si possono incontrare nel centro di Berlino. Egli non può fare a meno di notare che la guerra sembra cessata; che intorno a lui non ci sono i suoi fedelissimi commilitoni; che non c’è traccia di Eva. Non può non sentire un forte odore di benzina esalare dalla sua divisa sudicia e logora; e non riesce a spiegarsi l’intorpidimento delle sue articolazioni e la difficoltà che prova nel muovere i primi passi in una città piuttosto diversa da come la ricordava. Regna infatti la pace; ci sono molti stranieri; e una donna (sì, proprio una donna, per giunta goffa), tale Angela Merkel, è alla guida del Reich. 66 anni dopo la sua fine nel Bunker, contro ogni previsione, Adolf inizia una nuova carriera, stavolta a partire dalla televisione. Questo nuovo Hitler non è, tuttavia, né un imitatore, né una controfigura. È proprio lui, e non fa né dice nulla per nasconderlo, anzi, è tremendamente reale. Eppure nessuno gli crede: tutti lo prendono per uno straordinario comico, tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo imitano. Il mondo che Hitler incontra 66 anni dopo, infatti, è cinico, spudorato, bramoso di successo e incapace di opporre qualsiasi resistenza al “nuovo” demagogo. Al massimo riesce ad apporre il compulsivo “mi piace” “non mi piace” dei social network. Farsa, satira, pura comicità, analisi spietata e corrosiva del nostro tempo, il romanzo d’esordio di Timur Vermes è un gioiello di intelligente umorismo, ed è divenuto in breve tempo, grazie al passaparola, un fenomeno editoriale con pochi precedenti.


Stupore e tremori (Amélie Nothomb)

È il racconto corrosivo e surreale di un anno di lavoro in una grande multinazionale giapponese, la Yumimoto: la giovane neoassunta Amélie, felice di aver realizzato il sogno di lavorare nel paese in cui è nata, si trova alle prese con la ferocia degli automatismi della burocrazia aziendale nipponica, dapprima incerta di fronte agli insensati soprusi dei superiori, poi sempre più disincantata, quasi irridente nel proseguire la sua impresa, che si rivela una catartica discesa agli inferi dell'umiliazione, un'esperienza di degrado assoluto vissuta con il sorriso beffardo di chi non riesce a sentire offesa la propria dignità. E tra tutti gli spettatori della sua incredibile parabola, spicca la figura flessuosa e bellissima di Fubuki...




Instant matematica (Elena Del Conte)

Prendendo spunto da John Peter Sloan, l'autrice ha elaborato una soluzione utile, facile e piacevole per imparare la matematica e comprendere come utilizzarla a fini pratici nella vita di tutti i giorni. "Instant matematica" non vuole essere un trattato di matematica, ma un "libretto delle istruzioni" che, con un linguaggio semplice e tanti esem-pi, riesce ad aiutare anche i più riluttanti ad arrivare finalmente in fondo a un esercizio senza timore di sbagliare e ad aver anche voglia di cominciarne uno nuovo. Il volume si rivolge ad adulti e studenti, e a tutti coloro che, nonostante con i numeri non abbiano proprio un buon rapporto, si trovano a doverli spiegare ai propri figli e hanno bisogno di un supporto per aiutarli con i compiti a casa. Diviso in 7 capitoli, tutti corredati da numerosi esercizi ed esempi pratici, alcuni risolti e sviluppati in ogni singolo passaggio, il libro parte dalle basi della matematica, con le quattro operazioni principali e i numeri decimali, per arrivare a potenze, frazioni, proporzioni, fino ai numeri relativi, alle equazioni e al calcolo delle probabilità. Con un occhio agli errori più comuni e ai risvolti che la matematica può avere nella vita di tutti i giorni, l'obiettivo è di sfidare anche i più negati a riscoprire l'utilità dei numeri come concreto aiuto nella quotidianità. Una formula sperimentata dall'autrice, insegnante, che in questo volume viene di continuo "interrotta" e messa alla prova dalle divertenti incursioni del fratello Marco, autore di Zelig.